Cosa succede quando intere classi di studenti varcano le porte di un laboratorio di ricerca oncologica?
Nasce un’esperienza immersiva e coinvolgente, capace di trasformare la scienza in passione condivisa.
È quanto accaduto all’Irccs Crob di Rionero in occasione dell’evento “La ricerca che cura”, promosso in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata nell’ambito della “Crob-Unibas Research Night 2026 – Dal laboratorio alla persona”.
Protagonisti della giornata sono stati gli alunni dell’I.I.S. “G.Fortunato” di Rionero, che hanno vissuto un intenso pomeriggio da “ricercatori per un giorno” al fianco del team dell’Istituto, manifestando fin da subito grande passione, interesse e profonda curiosità per le attività proposte.
Tra le esperienze del “Villaggio della Ricerca”, i ragazzi hanno provato esperimenti dal vivo con modellini di DNA realizzati con le caramelle, l’estrazione del codice genetico dalla frutta, dimostrazioni al microscopio, le stazioni “Visita con Vista” e “Esplora l’universo microscopico”, oltre ad attività interattive sulla corretta alimentazione “NutriAmo il futuro: bocconi di scienza”, quiz come la “Sfida onco-Logica”, speed date con i ricercatori ed escape room scientifiche come “Il Dna scomparso” e “Il codice fluorescente” per approfondire citofluorimetria e biologia molecolare.
Nel corso delle attività è stata condivisa con gli studenti l’importanza fondamentale della Biobanca dell’Istituto, raccontata non come un semplice archivio di provette, ma come un pilastro essenziale e dinamico nel dialogo continuo tra la ricerca e la cura.
Attraverso il confronto diretto e le domande ai ricercatori, i giovani hanno potuto comprendere a fondo il valore del legame che unisce il laboratorio al lettino del paziente.
Come ha dichiarato il Direttore Generale Massimo De Fino:
“Il Crob di Rionero è uno dei tre Irccs presenti nel Mezzogiorno: questo rappresenta un orgoglio ma soprattutto una sfida quotidiana sia per quanto concerne l’attività di ricerca, sia per quanto afferisce la cura.
Aprire le porte dei nostri laboratori ai giovani significa mostrare con concretezza il valore della ricerca oncologica che ogni giorno prende vita nel nostro Istituto.
La sinergia strategica con l’Università della Basilicata rafforza l’attività scientifica e ci permette di trasformare l’eccellenza della ricerca in risposte sempre più efficaci e vicine ai bisogni dei pazienti.
In questa prospettiva, il nostro gruppo di ricerca è stato recentemente potenziato con 14 nuove unità, arrivando oggi a contare un totale di 44 ricercatori” , ha ribadito il DG ringraziando tutto il personale dell’Istituto per l’organizzazione della manifestazione e la dirigente scolastica dell’I.I.S. “G. Fortunato” per la sempre costruttiva collaborazione.
Il Direttore Scientifico Carlo Calabrese ha ringraziato la squadra di ricerca per la passione, l’impegno e la competenza, aggiungendo che “la divulgazione scientifica e il dialogo diretto tra ricercatori e cittadinanza sono elementi essenziali per far comprendere l’impatto reale delle nostre scoperte.
Far sperimentare in prima persona il lavoro del ricercatore aiuta a creare una cultura dell’innovazione scientifica sempre più diffusa e consapevole, avvicinando al tempo stesso gli studenti in età scolastica al nostro mondo e, ci auguriamo, ispirando le eccellenze scientifiche del futuro.”
Un’esperienza dall’alto valore educativo e accademico, nel segno di una preziosa alleanza territoriale come sottolineato anche dalla Dirigente Scolastica dell’I.I.S. “G.Fortunato”, Antonella Ruggeri e dalla Professoressa Vittoria Infantino in rappresentanza dell’Università degli Studi di Basilicata.
L’iniziativa punta inoltre a consolidare il programma “Crob-Unibas Lab” dedicato a formazione, tirocini, dottorati congiunti ed eventi di divulgazione.
La manifestazione si è arricchita in Auditorium con la sessione “Racconta la ricerca in 180 secondi” e la presentazione delle “Cinque storie di ricerca lucana” dedicate a: “Piccole Vescicole, grandi idee: una storia di ricerca lucana”, “TRAP1-low: una spia nascosta nel tumore del colon”, “Approccio terapeutico combinato in tumori TP53 difettivi”, “Verso la… Ricerca Finalizzata” e “Che cosa può raccontare una Biobanca”.
La giornata si è poi conclusa con un momento conviviale e la performance artistica di Dino Paradiso e dei Meteopanik.
L’iniziativa testimonia ancora una volta il ruolo strategico dell’Irccs Crob di Rionero, come nodo centrale della rete oncologica regionale.
Un presidio fondamentale che, unendo ricerca traslazionale all’avanguardia, innovazione tecnologica e alta specializzazione clinica, si conferma punto di riferimento imprescindibile per la tutela della salute, la medicina di precisione e la vicinanza ai pazienti lucani e dell’intero Mezzogiorno.

































