Oggi il ricordo di tutte le persone care che non ci sono più: in Basilicata, secondo l’usanza, sui davanzali delle finestre…

Il 2 Novembre la Chiesa Cattolica commemora i defunti.

La ricorrenza è preceduta dalla cosiddetta “novena dei morti”, un tempo di penitenza e preghiera che inizia il 24 Ottobre. Alla commemorazione dei defunti è connessa la possibilità di acquistare un’indulgenza, parziale o plenaria, secondo le indicazioni della Chiesa cattolica.

L’origine di questa commemorazione risale ai tempi bizantini ma l’istituzione nella chiesa latina è da attribuire all’abate benedettino sant’Odilone di Cluny nel 998. Con la riforma cluniacense si stabilì infatti che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1° Novembre per celebrare i defunti.

Da questo momento la ricorrenza venne estesa a tutta la Chiesa Cattolica e sebbene non sia considerata una festività molti la considerano tale (in Sicilia ad esempio si usa regalare ai bambini dolci e doni).

È consuetudine, soprattutto in Italia, recarsi in questo giorno a far visita ai defunti sepolti nei cimiteri, portando fiori e lumini e recitando una preghiera o una riflessione per loro.

Le tradizioni legate a questa giornata sono tantissime e soprattutto nel Sud Italia presentano tante sfumature.

In Basilicata, ad esempio, l’usanza voleva che dopo la cena del 1° Novembre si lasciassero sui davanzali delle finestre acqua e pane per sfamare le anime dei defunti.a
a

VULTURENEWS.NET®
(Autorizzazione Tribunale n. 466)