“Ho sentito in queste ore la preside ed era molto scossa.
Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole, diciamo di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d’intesa con il prefetto, dei metal detector“.
Così il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a “4 di Sera weekend”, in onda su Retequattro, dopo l’accoltellamento di uno studente in una scuola di La Spezia da parte di un suo compagno.
Un nuovo provvedimento sulla questione sicurezza fa sapere today è atteso entro fine mese.
Le cronache raccontano che la violenza minorile è in crescita.
Quanto al modo con cui arginarla, il ministro ha spiegato:
“Innanzitutto, impedire radicalmente che i giovani usino le armi.
Poi, insistere molto sulla responsabilità, sulla maturità, su una scuola che ti aiuti ad affrontare i problemi, una scuola che ripristini il senso dell’autorità, il rispetto verso l’autorità, un altro dei valori che sono stati devastati negli ultimi 50 anni.
Se noi non facciamo una vera e propria rivoluzione culturale rischiamo che il coltello non si porti più a scuola, ma comunque si porti altrove”.
Secondo l’opposizione, il governo sta strumentalizzando anche questa vicenda.
Valditara ha risposto così:
“Noi vogliamo introdurre delle norme che colpiscono chi usa la violenza, che difendono i cittadini dalle aggressioni dei violenti e che ristabiliscono dei principi basilari in una società.
Inviterei la sinistra ad abbandonare questi 50 anni di vecchi pregiudizi per cui è tutto repressione.
Quindi il divieto è repressione, la sanzione è repressione. Abbiamo sentito dire per tanti anni “vietato vietare”.
Il no era demonizzato, i doveri venivano marginalizzati. Una società che ci ha abituato a coltivare soltanto diritti”.
Tornando alle norme in arrivo, i metal detector ci sono già da alcuni mesi davanti ad alcune scuole della provincia di Napoli, dove il problema dei “coltelli in classe” era già emerso e con maggiore frequenza rispetto ad altre città italiane.
In diverse zone del capoluogo campano i controlli agli ingressi degli istituti sono stati rafforzati anche con unità cinofile e perquisizioni da parte di polizia e carabinieri, portando un effetto di deterrenza, secondo i dirigenti scolastici. Ora Valditara e il governo vogliono rendere questa soluzione applicabile su tutto il territorio nazionale.
Cosa c’è da aspettarsi, dunque?
In un’intervista al Tg5, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha detto che il governo sta preparando un nuovo provvedimento sulla sicurezza:
“È frutto del lavoro delle ultime settimane e degli ultimi mesi dei tecnici del Viminale, che fa tesoro un po’ delle esperienze degli ultimi tempi: è a un buono stato di maturazione, ci sarà una concertazione a Palazzo Chigi tra i ministeri interessati, dopodiché giungerà io credo presumibilmente entro la fine del mese in Consiglio dei ministri per essere approvato”.
Metal detector a parte, vediamo quali sono alcuni dei circa sessanta punti contenuti nel nuovo pacchetto sicurezza su cui lavora il governo e che potrebbe arrivare a breve in Consiglio dei ministri.
Tra le principali novità, c’è l’introduzione del divieto assoluto di porto di coltelli e lame, con la vendita ai minori che diventa proibita.
Il riferimento, in particolare, è agli strumenti “con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza superiore a cinque centimetri, a scatto o a farfalla, di facile occultamento e di frequente utilizzo”.
Per chi va in giro con armi di questo genere la pena va da uno a tre anni di carcere.
Previste anche aggravanti per chi viene sorpreso con il volto coperto o nei pressi di scuola, parchi, stazioni e metropolitane.
Inoltre, dopo i fatti di La Spezia e a Sora in provincia di Frosinone, è probabile l’istituzione di sanzioni amministrative accessorie e subito applicabili dal prefetto che vanno dalla sospensione della patente di guida, della licenza di porto d’armi, del passaporto e del permesso di soggiorno in caso di ragazzi stranieri.
Se i fatti sono commessi da un minore di 18 anni, è stata introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a mille euro a carico dei genitori o della persona tenuta alla sorveglianza del minore che non ha dimostrato di non aver potuto impedire il fatto.
Scende da 14 a 12 anni la possibilità per i minori di essere ammoniti direttamente dal questore per porto di armi da taglio, rissa, violenza privata, minacce e atti persecutori e cyberbullismo. Multe fino a tremila euro per chi vende lame ai minori, anche sul web, e chiusura temporanea del negozio.
C’è poi la questione delle zone rosse.
Si tratta della definizione di specifiche aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità e, finora, è una possibilità prevista solo in casi eccezionali.
Invece, stando a quanto prevede la bozza del decreto sicurezza, non solo i prefetti potranno istituire più facilmente queste aree, ma una volta delimitate la vigilanza sarà rafforzata e sarà vietata la permanenza e disposto l’allontanamento di persone che, nelle zone rosse, terranno comportamenti violenti, minacciosi o molesti, mettendo in pericolo la sicurezza e impedendo la libera fruibilità di quelle aree.
È previsto anche un fondo del ministero dell’Interno da 50 milioni di euro che servirà per finanziare accordi di collaborazione con il ministero delle Infrastrutture e il Gruppo Fs, per rendere le stazioni più sicure.
La bozza prevede anche che le forze di polizia possano stipulare convenzioni con i gestori ferroviari per l’accesso alle banche dati relative al traffico passeggeri e merci e implementare i servizi di vigilanza sulla rete ferroviaria.
Inoltre, è previsto anche un illecito penale che varia da sei mesi a cinque anni per chi non si ferma all’alt delle forze di polizia e si dà alla fuga in maniera da costituire un pericolo per l’incolumità pubblica e privata.
Infine, pene più severe per chi commette delitti contro giornalisti durante l’esercizio della professione e strumenti più rapidi per revocare i permessi di soggiorno, dunque espulsioni più facili, dopo il secondo ordine di allontanamento del questore.
Il pressing sulle nuove norme arriva anche sull’onda dell’ultimo episodio di violenza, quello di La Spezia.
Ha detto Piantedosi:
“Ci dobbiamo interrogare come sia possibile che dei ragazzi a scuola regolino i propri conti attraverso l’utilizzo di coltelli portandoseli da casa.
Noi pensiamo che ci debba essere qualcosa che vada oltre i sistemi di sicurezza, i sistemi di prevenzione tradizionali, qualche cosa che riguardi anche la cultura, l’educazione di questi ragazzi.
E anche un po’ la sollecitazione del senso di responsabilità. Con il provvedimento che abbiamo messo in campo qualche cosa di questo c’è”.

































