Nel Vulture-Melfese furto, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni: ricercati a piede libero! Ecco gli ultimi aggiornamenti

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Procura della Repubblica:

“Nel corso del 19 Marzo 2020, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza e condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Melfi (PZ), è stata data esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare in carcere, disposta dal GIP di Potenza, nei confronti di tre cittadini di origini albanesi, tutti dimoranti in Campania, ritenuti responsabili a vario titolo ed in concorso di furto aggravato, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, commessi nel mese di novembre 2018 nell’area del Vulture Melfese.

L’attività di indagine trae origine da una segnalazione effettuata alla Centrale Operativa dei Carabinieri, nel pomeriggio del 13 novembre 2018, da un cittadino che aveva notato, nell’area industriale di Rapone (PZ), un’Audi S6 con a bordo alcuni individui sospetti.

Le ricerche, immediatamente diramate, consentivano ad una pattuglia della Stazione Carabinieri di Atella (PZ) d’intercettare, per prima, la potente autovettura segnalata che si dava alla fuga.

Ne nasceva un inseguimento con il coinvolgimento di diverse pattuglie sino al Comune di Barile dove, sul viadotto ‘Scescio’ della SS.658 ‘Potenza — Melfi’, l’autoradio dell’Aliquota Radiomobile dei Carabinieri di Melfi attuava un blocco stradale.

Il conducente del veicolo in fuga, vistosi ormai ‘braccato’, accelerava tentando di forzare il blocco, costringendo i militari dell’Arma, prima, ad esplodere alcuni colpi di arma da fuoco all’indirizzo del veicolo, nel tentativo di arrestarne la marcia, poi a lanciarsi al suolo per evitare di essere investiti.

Solo a questo punto, l’Audi S6 veniva abbandonata e gli occupanti continuavano la loro fuga a piedi.

Nel corso delle ricerche, in tarda serata, veniva segnalato il furto di un fuoristrada perpetrato in Ginestra (PZ), località poco distante dal luogo in cui era stata abbandonata l’Audi.

Anche questo veicolo veniva intercettato ed inseguito da altre pattuglie dell’Arma nella vicina provincia di Avellino, fin quando i fuggitivi decidevano di abbandonarlo e proseguire nuovamente la fuga a piedi dirigendosi verso l’alveo del fiume Ofanto dove, approfittando dell’oscurità, riuscivano a fare perdere le proprie tracce.

La successiva attività d’indagine, consentiva di accertare che le targhe apposte all’Audi S6 erano state asportate alcuni giorni prima in provincia di Salerno da altra autovettura nonché rinvenire, all’interno dell’abitacolo e del cofano, vari indumenti ed attrezzi atti allo scasso.

Decisivi risultavano, altresì, i rilievi tecnici effettuati su entrambe le autovetture abbandonate dai fuggitivi e sui capi d’abbigliamento in esse rinvenuti.

L’esaltazione delle impronte papillari, il repertamento delle tracce biologiche e le successive analisi eseguite da personale del R.I.S. Carabinieri di Roma, infatti, consentivano, mediante il confronto con quelle presenti nelle banche dati del D.N.A. ed A.F.I.S. (Automated Fingerprint Identification System), di associare i profili genetici estratti e le impronte digitali esaltate ai predetti cittadini albanesi che, in tal modo, venivano inconfutabilmente identificati.

La misura è stata eseguita a carico di K. M. di anni 35, mentre continuano le ricerche per il rintraccio dei restanti due prevenuti che, al momento, risultano irreperibili”.

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