Riceviamo e pubblichiamo una nota del vescovo di Melfi, Mons. Fanelli, sui 950 anni della cattedrale di Melfi:
“Carissimi fratelli presbiteri, diaconi, persone consacrate,
carissimi fedeli e cittadini di Melfi,
nel giorno della Solennità dell’Epifania del Signore con animo colmo di gioia e di riconoscenza mi rivolgo a voi per rendere noto un evento di singolare significanza per la nostra comunità di fede e per l’intera città: in questo anno del Signore 2026, da poco iniziato, ricorrono i novecentocinquant’anni dalla posa della prima pietra della nostra veneranda e maestosa Cattedrale di Melfi, fissata, per il comune ricordo storico, all’anno 1076.
Questa fausta ricorrenza non è mero conteggio temporale, ma segno eloquente di una presenza sacra e civica che, per quasi un millennio, ha tessuto la vita spirituale, culturale e sociale di Melfi.
La Cattedrale, tempio di preghiera e custode di memorie, si erge come simbolo indelebile della nostra identità: opera che i secoli hanno plasmato con mani sapienti e cuori devoti, che ha saputo raccogliere onori e ferite, restauro e rinnovamento.
Alla sua storia normanna connessa, alla maestà del campanile che dal medioevo innalza il suo vigile sguardo sulla città, si affiancano le testimonianze di quanti, nel tempo, hanno custodito e rinnovato il luogo sacro: vescovi, presbiteri, artigiani, famiglie, studiosi, e, non ultime, le giovani generazioni.
A rendere ancor più significativo questo “giubileo” è la felice concomitanza con il progetto “Fantastico Medioevo”, promosso dalla Giunta della Regione Basilicata, che ha eletto Melfi a capofila di un articolato programma di eventi storicoculturali e artistici.
Tale iniziativa, convergente con le nostre celebrazioni, offrirà al memorabile anniversario una cornice ricca di rievocazioni, mostre, percorsi culturali e spettacoli che valorizzeranno la storia, l’arte e le testimonianze medievali della nostra città, reminiscenze che la Cattedrale incarna in modo esemplare.
A rendere ancor più significativa questa congiunzione tra memoria e cura è inoltre la vicenda recente dei restauri: i lavori di restauro della Cattedrale, felicemente conclusi il 7 dicembre 2022, e gli attuali interventi di restauro conservativo del “campanile” che, nel corso di quest’anno, troveranno piena valorizzazione.
Tale congiunzione tra memoria, tutela e promozione culturale manifesta il nostro impegno a rendere la Cattedrale non solo ricordo del passato, ma viva testimonianza per il futuro.
Esprimo pertanto il mio vivo e grato ringraziamento a quanti nel corso degli anni attraverso lo zelo ecclesiale e la ricerca storica hanno reso possibile questo cammino: agli studiosi e ai cultori della storia e dell’arte che hanno illustrato le sue vicende;, agli autori e ai collaboratori delle opere scientifiche e divulgative; alle istituzioni pubbliche, alla Regione Basilicata per il progetto “Fantastico Medioevo”; un particolare grazie alla Giunta Regionale e alla CEI che hanno finanziato e sostenuto i delicati lavori di restauri.
Per onorare degnamente la memoria dei padri e per consacrare al servizio delle nuove generazioni questo patrimonio, la Diocesi promuoverà nel 2026 un significativo programma di celebrazioni liturgiche solenni, incontri culturali, visite guidate, percorsi didattici per le scuole, e una mostra storicoartistica dedicata alla Cattedrale e al suo campanile, con momento ufficiale di presentazione degli interventi di restauro, dopo la loro conclusione.
Le iniziative si svolgeranno anche in sinergia con il progetto “Fantastico Medioevo”, affinché fede, storia e cultura concorrano, insieme alle rievocazioni civiche, a rendere questo anno un tempo di rinnovata comunione e di riscoperta collettiva.
Invito ciascuno di voi a partecipare con fervore spirituale, con presenza attiva e con proposte concrete: la cura della nostra Cattedrale è dunque comune offerta di fede e di civiltà, eredità che siamo chiamati a custodire e a consegnare.
Affido questa ricorrenza e l’intera città alla materna protezione di Maria di Nazareth e di S. Alessandro e con paterna sollecitudine impartisco la mia apostolica benedizione”.
Di seguito i dettagli.

































