“La Basilicata deve diventare strategica per aiutare l’Italia ad uscire dal paradosso di importare l’80% del legno dall’estero”. I dettagli

Il consigliere regionale Luca Braia, capogruppo di Italia Viva, ha dichiarato:

“La Basilicata deve diventare strategica per aiutare l’Italia ad uscire dal paradosso di importare l’80% del legno dall’estero: necessario certificare i nostri boschi, far uscire dalla paralisi i Parchi regionali, superare il concetto di assistenza e rilanciare con strategia il comparto, avviando una vera e propria economia del bosco.

Si può generare economia, facendo lavorare tutto l’anno l’intera platea oggi ridotta a circa 2850 Forestali e 1000 SAAP (Ex RMI) con una diversificazione delle attività:

  • produzione del pellets lucano,
  • attivazione di piccole centrali per la produzione distribuita di energia da biomassa,
  • manutenzione e gestione delle aree attrezzate per finalità turistiche,
  • costituire la platea dei cantonieri provinciali, per manutenere migliaia di chilometri di strade provinciali, ormai abbandonate, a presidio del territorio stesso.

Ricambio generazionale, turn-over professionalizzato e l’Agenzia Forestale Regionale per attivazione delle filiere produttive, questi gli strumenti principali ritenuti irrinunciabili dai sindacati, presenti al Congresso UILA a Rifreddo, per valorizzare l’enorme patrimonio forestale della Basilicata ancora fortemente sotto utilizzato.

Il rilancio della proposta di istituire l’Agenzia Forestale Regionale tema ricorrente – evidentemente ci avevamo visto lungo – nei tanti interventi targati UILA, oltre che dei rappresentanti di Cisl e Cgil.

Davanti al Segretario Nazionale Uila Stefano Mantegazza  e a quello Regionale UIL Vincenzo Tortorelli, Gerardo Nardiello a cui vanno i nostri auguri di buon lavoro per i prossimi 4 anni, ha, infatti, pronunciato una relazione coraggiosa e profonda nell’analisi.

La Uila, è sempre stata da stimolo su temi critici del settore, a ogni tavolo, non facendo mai mancare le proposte tra le quali proprio quella dell’Agenzia Forestale Regionale più volta evocata, richiesta e da tutti ritenuta ormai inderogabile.

La riorganizzazione del comparto agro-forestale è partita, voglio sottolineare nel 2018 con la riunificazione delle platee e l’aumento delle giornate a tutti i forestali dei vari progetti a 151 Giornate Cau.

In questa legislatura, che doveva sconvolgere il comparto, in realtà nulla è successo se non per i cosiddetti RMI l’incremento delle giornate lavorative da 80 a 121.

L’agenzia continua a essere la direzione da intraprendere.

L’ostruzionismo che fino ad oggi si è rivelato solamente sistematico nell’avviare il confronto in Consiglio Regionale oltre che con le parti sociali per istituire, o meno, l’Agenzia Forestale Regionale, da parte del Governo Bardi e degli assessori che si avvicendano alla delega é miope e dannoso per tutta la comunità.

Siamo a 3 anni di ingiustificato silenzio.

Per l’ennesima volta ho fatto richiesta al Presidente Piergiorgio Quarto della terza commissione.

Si metta in discussione e si porti in Consiglio Regionale al più presto la proposta di legge da me presentata e protocollata oramai nel lontano 2019.

Si apra immediatamente il confronto con le forze sindacali sul tema, come richiedono le stesse sigle.

Ricordiamo a tutti che, con la prima riforma nel 2018 la gestione dell’intero progetto e della platea dei forestali allora di 3900 persone, venne affidata al Consorzio di Bonifica in maniera momentanea, con l’idea di avviare subito dopo la costituzione dell’Agenzia Forestale, per cui mi resi disponibile già nel 2018.

La proposta completa di piano industriale avrebbe dovuto essere analizzata e istruita mentre si è poi definitivamente arenata dopo l’elezione di Bardi con le sue tre giunte, perché a differenza della legislatura  precedente non si trova il coraggio di scommettere in maniera innovativa su uno dei comparti potenzialmente più redditizi che la Basilicata ha a disposizione.

In questi 3 anni oramai passati, la platea degli addetti forestali è passata da circa 4.000 unità a meno di 2.900: è oggi semplicemente anacronistico che l’incremento di esigenze sia governato, anzi non governato, con un decremento di 1.100 unità, senza formazione adeguata e soprattutto senza l’attivazione di quel turnover che noi, a partire dal 2019 avevamo immaginato in numero pari a quello dei pensionamenti stimati.

Altri 100 giovani lucani sarebbero potuti e dovuti essere al lavoro, oggi, se il turn-over fosse stato attivato, al netto dei progetti SAAP che hanno altra provenienza e finalità.

Le risorse economiche ci sono, rinvenienti dalle royalties e dalle compensazioni ambientali, dal Pnrr e dalla nuova programmazione Europea.

La Regione Basilicata, Bardi, Cupparo e la loro maggioranza devono scegliere se continuare a procrastinare in silenzio con buona pace del comparto forestale lucano oppure rimettere al centro l’utilizzo virtuoso dei 350.000 ettari di patrimonio forestale, unico anche per biodiversità, e rilanciare la relazione virtuosa Ambiente-Agroalimentare-Turismo.

Era una delle grandi scommesse messe in campo nella passata legislatura, che si stava rivelando anche vincente, di fatto oggi bloccata da insipienza e mancanza di coraggio.

Alla UILA va riconosciuto il merito di aver messo in campo la proposta dell’agenzia forestale che abbiamo negli anni passati istruito, gestito, costruito e presentato sin dal 2018 e poi con una PDL ufficialmente protocollata nel 2019 con il nome Agen.For.Bas.

Su questo continueremo, sono certo, a lavorare insieme per arrivare all’obiettivo della sua realizzazione”.

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