C’è un’aria nuova tra le mura austere del maniero che fu caro a Federico II.
E’ il vento che sferza l’altopiano di Avigliano e spinge la rinascita culturale.
Con la deliberazione n. 37 del 10 marzo 2026, la Giunta regionale ha messo nero su bianco un’intesa che promette di trasformare il castello di Lagopesole in un polo d’attrazione di respiro nazionale.
L’accordo, un vero e proprio “patto a quattro”, vede seduti allo stesso tavolo:
- la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura,
- i Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa,
- la Regione Basilicata,
- la Fondazione Matera-Basilicata 2019.
L’obiettivo? Valorizzare il castello attraverso una strategia integrata che punta dritto al cuore del Vulture-Melfese, integrando politiche di fruizione e promozione che finora avevano viaggiato su binari separati.
Soddisfatto il governatore lucano, Vito Bardi, che vede in questo accordo un tassello fondamentale per lo sviluppo del territorio:
“Con questa firma mettiamo a sistema le migliori energie per restituire al Castello di Lagopesole il ruolo che merita.
Non è solo un atto burocratico, ma una visione strategica che unisce conservazione e innovazione, puntando a incrementare la capacità attrattiva di una delle aree più suggestive della nostra Basilicata”.
Il cuore pulsante di questa intesa è il progetto “Fantastico Medioevo”: negli spazi del Quarto dell’Imperatore e del Quarto della Regina, al primo piano, prenderà vita un allestimento polimediale permanente che narrerà le dominazioni che hanno fatto la storia di queste terre: longobardi, normanno-svevi e aragonesi.
Ma non finisce qui.
Il Cortile Maggiore diventerà il teatro di una proiezione videomapping site-specific, una narrazione identitaria che saprà incantare i visitatori sotto il cielo stellato lucano, trasformando le pietre millenarie in uno schermo vivo.
E’ prevista una suddivisione dei compiti, un incastro necessario per far girare l’ingranaggio.
L’Istituto Museale si occuperà del recupero del Cortile Minore e della riapertura dell’Antiquarium archeologico al piano terra.
La Regione Basilicata e la Fondazione Matera-Basilicata 2019, braccio operativo della creatività, cureranno l’allestimento che ripercorrerà il mondo normanno, integrando e aggiornando il precedente lavoro multimediale su Federico II.
L’istituzione di un biglietto d’ingresso unico è stata rinviata a un momento successivo, segno che la priorità è far ripartire la “macchina”.
L’accordo ha una durata di tre anni, rinnovabili, e si basa su un principio di invarianza finanziaria: si lavora con le risorse già disponibili, ma con una sinergia che trasforma la somma dei singoli in un valore moltiplicato.
Conclude Bardi:
“Lagopesole non è più solo una sentinella di pietra della Basilicata.
Grazie a questa intesa si prepara a diventare il palcoscenico di un Medioevo che, lungi dall’essere “buio”, si illumina di nuove tecnologie e speranza turistica.
Un’occasione che la nostra terra non può permettersi di perdere”.

































