Frana di Rapolla e criticità della viabilità nel Vulture-Melfese: “per gli interventi di dissesto alcune aree restano più penalizzate di altre”. La denuncia

“Le recenti forti precipitazioni in Basilicata hanno messo ancora una volta a nudo un nervo scoperto del nostro territorio, che necessita di interventi organici e mirati di contrasto al dissesto idrogeologico, per mettere in sicurezza non solo la viabilità principale e i collegamenti delle aree interne, ma anche gli stessi centri abitati interessati da frane e smottamenti”.

È quanto dichiara il capogruppo di Avs-Psi-Lbp in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che prosegue:

“Purtroppo dobbiamo constatare che non sempre la scelta degli interventi e dei finanziamenti segue linee razionali dettate dalle effettive fragilità del suolo e alcune aree restano più penalizzate di altre, mi riferisco in particolare all’area nord-est della nostra regione.

Spesso sono i criteri politici, più che quelli di valutazione geologica, a scandire la destinazione dei fondi e questo ci porta a situazioni che sfuggono al controllo, come abbiamo potuto vedere nella scorsa settimana.

Penso, per esempio, alla frana di Rapolla e alle criticità della viabilità nel Vulture-Melfese, e non solo.

Dobbiamo inoltre rilevare che anche le recenti azioni di contrasto al dissesto, con l’assegnazione di risorse, non hanno tenuto conto delle situazioni più a rischio ed emergenziali, e su questo sarà necessario correggere il tiro, perché la Basilicata è una, al di là degli interessi particolari”.

“In tal senso – sottolinea l’esponente socialista – auspichiamo che il Governo nazionale riconosca lo stato di emergenza nazionale, tanto più che la Basilicata viene penalizzata anche da quanto sta accadendo, ad esempio, in Molise, che si trova attualmente isolato, bloccando anche lo stabilimento di Melfi e le imprese dell’indotto, con le merci che non possono viaggiare perché le strade sono interrotte e anche la ferrovia è interessata da frane piuttosto gravi.

Ci vorranno mesi per riportare tutto alla normalità ed il tempo è denaro che si perde quando sono toccate le attività produttive.

Sono sicuramente eventi eccezionali, ma una corretta programmazione e un’azione preventiva avrebbero potuto almeno limitare i danni e i disagi ai cittadini e al tessuto produttivo lucano”.

“Anche le attività agricole e produttive – aggiunge Bochicchio – già messe in ginocchio in questi mesi dalla crisi idrica e da una gestione della risorsa non ottimale, stanno pagando un prezzo ancora troppo alto a causa dei recenti fatti calamitosi.

Gli interventi straordinari chiesti ora allo Stato, oltre a garantire assistenza alle popolazioni e il ripristino dei servizi essenziali, con una puntuale ricognizione dei danni e l’attivazione di risorse finanziarie straordinarie per la messa in sicurezza del territorio e per il ristoro dei danni subiti da province, comuni e imprese agricole, devono diventare la base delle priorità su cui intervenire per il futuro, seguendo criteri di urgenza e razionalità degli interventi prima che quelli di bacino elettorale, come troppo spesso continua ad accadere”.