Donne Democratiche Basilicata al fianco della mobilitazione nazionale contro la riscrittura della legge sulla violenza sessuale. Ecco cosa sta succedendo

La Conferenza delle Donne Democratiche di Basilicata esprime pieno sostegno alla mobilitazione promossa dai Centri Antiviolenza e dalle associazioni femministe in tutta Italia contro la riscrittura della normativa sulla violenza sessuale, che rischia di cancellare o indebolire un principio fondamentale: il consenso.

Spiega Donne Democratiche Basilicata:

“La cosiddetta “legge Bongiorno”, infatti, modifica un testo che era stato votato all’unanimità alla Camera, introducendo un’impostazione che rappresenta un grave arretramento culturale e giuridico.

Un arretramento che non può essere accettato, perché sposta nuovamente sulle donne l’onere della prova e riduce la centralità della libertà e dell’autodeterminazione femminile.

Per le Donne Democratiche lucane la questione è politica, prima ancora che normativa.

Parlare di violenza sessuale significa parlare di potere, di diritti, di dignità e di sicurezza.

Significa riconoscere che nessuna donna deve sentirsi sola, giudicata o costretta a dimostrare ciò che ha subito.

Significa affermare che la tutela delle vittime deve essere piena, immediata e inequivocabile.

Il consenso è il fondamento di ogni relazione e deve essere il cardine di qualsiasi legge sulla violenza sessuale.

Ogni tentativo di svuotarlo o renderlo ambiguo non è solo un errore tecnico, ma un segnale politico pericoloso.

Per questo motivo la Conferenza delle Donne Democratiche di Basilicata annuncia la propria adesione alla mobilitazione nazionale e invita tutte e tutti a partecipare al presidio previsto a Potenza domenica 15 febbraio.

L’appuntamento è fissato sul Lungofiume Basento alle ore 11:00, all’altezza dell’Associazione Insieme.

Sarà una presenza collettiva e determinata per ribadire un principio semplice e non negoziabile: senza consenso è stupro.

Perché la difesa dei diritti delle donne non può essere rimessa in discussione e perché ogni legge deve rafforzare, non indebolire, la protezione delle vittime e la responsabilità di chi commette violenza”.