Deposito nazionale di rifiuti radioattivi: la Basilicata assolutamente da escludere! Ecco le richieste ai ministri Costa e Patuanelli

Il senatore Saverio De Bonis, nel commentare l’interrogazione da lui presentata ai ministri dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa e dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, in merito ai criteri di scelta nell’individuazione delle aree idonee a ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari, ha dichiarato:

“Come promesso, ho presentato ai Ministri Costa e Patuanelli un’interrogazione in merito al deposito nazionale di rifiuti radioattivi.

Certamente non ci aspettavamo di vedere nella lista delle aree potenzialmente idonee stilata dalla Sogin anche la Basilicata, una terra vocata al turismo e all’agricoltura ecosostenibile che, oltre a un rischio sismico di livello 2, deve sottostare a gravi politiche inquinanti dovute al petrolio, per le quali attendiamo ancora le bonifiche.

Allo stesso modo, anche la Puglia e Taranto sono già state sacrificate in termini ambientali.

Queste aree presentano numerose caratteristiche che le rendono del tutto inidonee a ospitare un sito così impattante.

Sono luoghi di parchi archeologici, naturalistici, sono vicini al mare o si trovano in zone carsiche.

Senza contare la preesistenza del nucleare, come nel caso dell’impianto ITREC a Trisaia di Rotondella (Matera).

Tutti requisiti che, secondo l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), escludono automaticamente queste zone.

Dunque mi chiedo cosa abbia spinto SOGIN a far rientrare aree così delicate nella sua lista.

Sono scelte incomprensibili, che contrastano non solo con i 28 criteri di esclusione individuati dall’ISPRA nel 2014 ma anche con le conclusioni dell’VIII Commissione permanente (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei deputati della XV Legislatura, che già escludevano in modo netto l’ubicazione del sito unico nazionale delle scorie radioattive nelle regioni nelle quali vi erano preesistenze nucleari.

E prima ancora, nel 2003, in seguito alle forti proteste di Scanzano Jonico, il governo dovette ritirare il decreto. Cosa è cambiato rispetto a queste decisioni?

In Basilicata è ancora presente il fossile di balena più grande del mondo; i parchi archeologici e naturali non si sono certo spostati, e nemmeno le specie protette, così come nella vicina Puglia non è andato via l’uomo di Altamura.

E Matera è ancora patrimonio universale dell’Unesco.

Come mai allora all’improvviso questi territori sono diventati idonei?

Ho chiesto dunque ai ministri:

  • se non ritengano che sia assolutamente da escludere la regione Basilicata;
  • se vogliano prendere in seria considerazione le osservazioni ostative che la Regione Basilicata si sta accingendo a produrre;
  • quali siano state le procedure e i criteri di scelta seguiti da SOGIN e se si sia tenuto conto degli strumenti urbanistici delle Regioni”.

Il link all’interrogazione: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/Sindisp/0/1188841/index.htmla
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