Crob Rionero: “operatori costretti a dializzare un paziente positivo in struttura non Covid”. Ecco la denuncia

“Il 7 gennaio scorso il direttore sanitario dell’Irccs-Crob di Rionero in Vulture, dott. Antonio Colasurdo, ha indotto, con un ordine di servizio privo di protocollo e intestazione e perciò di difficile tracciabilità, gli operatori del centro dialisi, a dializzare un paziente positivo al Covid 19, nonostante il Crob non sia una struttura dedicata al trattamento degli stessi.

Tutti i pazienti dializzati affetti da covid sono infatti trattati dal San Carlo di Potenza.

Il direttore sanitario per convincerli ha prospettato loro, con atti che  potrebbero integrare la fattispecie   dell’abuso e dell’eccesso di potere, la possibilità di incorrere in conseguenze disciplinari”.

La grave denuncia è contenuta in un esposto-diffida inviato dal segretario provinciale della Fials, Giuseppe Costanzo, all’assessore regionale alla Salute e ai direttori generale e sanitario dell’Irccs-Crob.

La Fials chiede:

“che l’amministrazione ospedaliera e la Regione Basilicata per culpa in vigilando, in tempi celeri, riconoscano le conseguenze di quanto tali condotte censurabili possano aver causato ai dipendenti e ai loro familiari.

Nelle more, l’amministrazione dovrà fornire i riferimenti specifici dell’assicurazione INAIL e della Compagnia di assicurazione per la copertura della responsabilità sanitaria, in quanto i dipendenti intendono porre in mora l’una e l’altra per quanto dovessero subire a seguito dell’eventuale contagio”.

Il paziente nonostante fosse seguito dal servizio dialisi di Venosa (ASP Potenza), è stato forzosamente trattato da operatori non formati e non dedicati alla gestione di pazienti Covid-19.

Ciò ha causato pregiudizi alla sicurezza, all’incolumità e alla salute di tutto il personale e dei pazienti non affetti da Covid ricoverati al Crob.

La Fials chiede pertanto un riscontro urgente al fine di fare chiarezza su quanto accaduto”.

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