Costo della vita in Italia, conviene vivere al Sud? La classifica

Milano si aggiudica il poco invidiabile primato di città più cara d’Italia.

L’indagine del Codacons riportata da quifinanza dipinge un Paese dalle profonde differenze economiche, dove la scelta della città in cui vivere può determinare un divario di centinaia di euro mensili nel portafoglio.

Ai poli opposti della classifica ci sono Milano e Napoli.

L’analisi spazia dalla spesa alimentare ai servizi come l’otturazione dentale, la tintoria, il cinema e la toelettatura per cani.

Il capoluogo lombardo nella classifica dell’associazione raggiunge la cifra record di quasi 600 euro.

Una somma che, messa a confronto con i circa 369 euro di Napoli, rivela un abisso: a Milano si spende il 62% in più.

Un dato che conferma il peso della metropoli meneghina, trainato dagli alti costi di affitti, servizi e, come si scopre nel dettaglio, anche di molti beni di consumo quotidiano.

A completare il podio delle città più care, Aosta (586 euro) e Bolzano (574 euro), due centri che, seppur di dimensioni contenute, pagano probabilmente la loro collocazione geografica e le specificità dei mercati locali.

Dall’altra parte, il Sud resiste al caro-vita.

Napoli è la città più conveniente d’Italia, con 369 euro.

Alle sue spalle, Palermo (408 euro) e Catanzaro (424 euro).

Milano 598,95 euro;
Aosta 586,26 euro;
Bolzano 574,21 euro;
Trieste 560,98 euro;
Bologna 556,39 euro;
Venezia 553,91 euro;
Torino 510,40 euro;
Perugia 504,48 euro;
Roma 499,68 euro;
Genova 483,87 euro;
Ancona 477,69 euro;
Cagliari 474,33 euro;
Firenze 470,71 euro;
Pescara 428,96 euro;
Bari 427,68 euro;
Catanzaro 423,84 euro;
Palermo 408,25 euro;
Napoli 368,90 euro.

Catanzaro è invece al primo posto per la convenienza nella spesa alimentare stretta.

Un carrello della spesa costa qui circa 165 euro, appena tre in meno rispetto a Napoli (168 euro) e ben 55 euro in meno rispetto a Bolzano. Nella città trentina, per riempire il frigorifero si spendono circa 220 euro, un terzo in più.

Bolzano 220,68 euro;
Milano 213,08 euro;
Trieste 217,91 euro;
Genova 210,31 euro;
Torino 208,05 euro;
Aosta 203,22 euro;
Bologna 201,41 euro;
Venezia 205,14 euro;
Roma 196,72 euro;
Firenze 195,19 euro;
Cagliari 194,11 euro;
Perugia 191,24 euro;
Ancona 187,66 euro;
Palermo 179,29 euro;
Pescara 176,97 euro;
Bari 172,62 euro;
Napoli 168,29 euro;
Catanzaro 164,96 euro.

Ma è nelle singole voci che l’indagine svela curiosità e paradossi, smontando alcuni luoghi comuni.

Un panino al bar, ad esempio, ha un prezzo medio nazionale di 3,8 euro, ma a Milano lievita a 5,6 euro, mentre ad Ancona si trova a soli 2,7 euro.

Bologna detiene il record poco ambito per il chilo di carne bovina (26,7 euro), mentre Genova vende le zucchine più costose (4,6 euro/kg).

Il servizio sanitario privato mostra disparità impressionanti: un’otturazione dentale costa 176 euro ad Aosta contro i 70 euro di Napoli. Anche la cura della persona è un lusso a diverse scale: una messa in piega a Napoli costa meno di 13 euro, a Bologna 23,5.

Emerge però anche un dato inatteso: persino nella costosa Milano si possono trovare affari.

All’ombra della Madonnina, il lavaggio e stiratura di una camicia costa solo 2,9 euro, quasi la metà rispetto ai 5,3 euro di Catanzaro e Ancona. E anche cani e gatti non sono immuni dall’inflazione: il servizio di toelettatura più salato è ad Aosta (49,6 euro), contro una media italiana di 34,6.