Coronavirus, Speranza: “Oggi siamo in una fase diversa di questa epidemia, ma dobbiamo ancora essere prudenti”

Oggi la Basilicata, sul fronte del Coronavirus, ha registrato, per il nono giorno consecutivo, zero contagi.

Un trend positivo, quello del territorio lucano, che si allinea al netto miglioramento dei dati nazionali sull’epidemia.

Nonostante ciò, un invito ancora alla cautela giunge dal ministro della Salute Roberto Speranza che, all’inaugurazione a Bologna del secondo modulo dell’Hub nazionale e regionale di terapia intensiva, ha dichiarato:

“Oggi siamo in una fase diversa di questa epidemia, ma dobbiamo ancora essere prudenti.

Non bisogna pensare che sia tutto finito e che la battaglia sia vinta.

Il nemico insidioso è ancora lì, bisogna avere la massima cautela.

Bisogna chiudere e archiviare la stagione dei tagli al comparto sanitario.

Il Paese c’è stato, le istituzioni hanno retto, potevamo essere travolti.

Poi ci sarà il tempo di discutere e di apprendere dagli errori.

Ma le istituzioni nel complesso hanno retto e il nostro sistema sanitario nazionale ha dimostrato di avere dentro di se risorse straordinarie.

La retorica degli sprechi attorno al reparto salute è stata la scusa per tagliare più che investire.

Ora si ricomincia a investire sulla salute delle persone.

Negli ultimi 5 mesi abbiamo messo più risorse degli ultimi 5 anni.

La Sanità è il simbolo della lotta contro le disuguaglianze.

Se una persona sta male non conta quanti soldi ha, da dove viene e di chi è figlio, ma deve essere curata.

Il senso dell’articolo 32 della Costituzione è questo dobbiamo metterci risorse, e questo deve essere fatto in un rapporto positivo tra Stato e realtà territoriali.

Oggi il nostro Paese è pronto al più grosso investimento mai fatto sul servizio sanitario nazionale.

Dobbiamo mettere insieme tutte le competenze che ci sono.

C’è il tema delle risorse e il tema delle riforme, non è solo una questione di soldi, servirà anche una discussione nel nostro Paese per pensare a come costruire un nuovo servizio sanitario nazionale.

La lezione di questa stagione del coronavirus ci carica di una grandissima responsabilità: reimmaginare il servizio sanitario nazionale che serve all’Italia per i prossimi anni”.

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