Basilicata: spazio a un confronto serio e partecipato su una delle pagine più controverse della storia italiana. Di cosa si tratta

Si è svolta presso il Palazzo del Consiglio regionale la presentazione del volume di Angelo Lacerenza, “Il brigantaggio meridionale dopo l’Unità d’Italia, tra storiografia, identificazione e mitizzazione”, un momento di confronto serio e partecipato su una delle pagine più controverse della storia italiana.

Ad aprire i lavori è stato il consigliere Bochicchio, che ha portato i saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella.

Per Bochicchio è stata una grande soddisfazione sottoporre all’attenzione del pubblico il lavoro di Lacerenza, testimonianza di un percorso di studio rigoroso e di un impegno profondo da parte di uno storico lucano che ha scelto un approccio coraggioso al fenomeno del brigantaggio, sottraendolo ai luoghi comuni e alle letture ideologiche, spesso fuorvianti, che negli anni ne hanno alterato la comprensione, rimettendo al centro la ricerca scientifica e l’analisi delle fonti.

Bochicchio ha inoltre evidenziato il ruolo del Consiglio regionale teso a valorizzare la cultura e gli studiosi lucani, attraverso eventi, manifestazioni e strumenti concreti di sostegno, “perché il lavoro di ricerca e di approfondimento merita attenzione e deve poter raggiungere palcoscenici sempre più ampi e qualificati”.

Sono poi intervenuti i professori Andrea Mammone e Carmine Pinto.

Mammone ha richiamato l’attenzione sulle insidie del web quando si affrontano temi storici complessi, evidenziando come la diffusione incontrollata di narrazioni semplificate o distorte rischi di alterare la percezione collettiva, ribadendo la necessità di fondare ogni ricostruzione su un uso rigoroso delle fonti.

Il professor Pinto ha inquadrato il brigantaggio nel contesto storico dell’epoca, definendolo un fenomeno marginale rispetto ai grandi processi politici in atto, una reazione promossa dalla monarchia borbonica che, priva ormai del sostegno delle proprie élite e del suo esercito, tentò di armare gli strati più bassi della società nel tentativo di organizzare una resistenza che, tuttavia, si rivelò fallimentare.

Nel suo intervento conclusivo, Lacerenza ha evidenziato come il brigantaggio postunitario non sia soltanto un fenomeno ottocentesco, ma una questione che continua a interrogarci nel presente, perché investe il modo in cui costruiamo la memoria, l’identità e persino il discorso politico sul Mezzogiorno.

Il mio studio, ha affermato, non si limita alla ricostruzione storica del brigantaggio, ma analizza il processo attraverso il quale esso è stato progressivamente trasformato in mito identitario, amplificato dal web e dai social media, fino a diventare parte integrante dell’immaginario politico e culturale del Mezzogiorno contemporaneo.

Non solo, ha proseguito Lacerenza, oggi il brigantaggio viene utilizzato anche come prodotto commerciale, strumento di marketing territoriale e marchio identitario capace di generare consenso e mercato.

La presentazione è stata moderata da Nicoletta Altomonte, giornalista del Consiglio regionale

Il libro di Angelo Lacerenza, “Il brigantaggio meridionale dopo l’Unità d’Italia, tra storiografia, identificazione e mitizzazione”, è pubblicato da Pisani Teodosio Editore. Lacerenza, lucano, storico e formatore, classe 1987:

  • si è laureato in Studi letterari, linguistici e storico-filosofici presso l’Università degli Studi della Basilicata,
  • ha conseguito un master in ICT, creatività e produzione culturale,
  • un master di I livello in progettazione didattica 3.0 nelle scienze letterarie,
  • un diploma di master di I livello in consulenza pedagogica nei contesti educativi di formazione permanente,
  • ha inoltre lavorato come insegnante di lingua e cultura italiana per cittadini stranieri.