Basilicata, operatori dello sport si sentono penalizzati: “Siamo figli di un dio minore”. La denuncia

Dieci Enti di Promozione Sportiva della Basilicata, insieme, hanno indirizzato una lettera all’Assessore Regionale Cupparo, per chiedere di rivedere l’individuazione di criteri annunciati, in merito alle misure di sostegno a favore di operatori del settore dello sport, che ad oggi, così come proposte, penalizzerebbero fortemente associazioni e società sportive dilettantistiche, affiliate agli EPS, oltreché alle DSA.

È fondamentale ricordare che gli Enti di Promozione Sportiva, anche in Basilicata, hanno il numero più elevato di tesserati e di associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate e svolgono quotidianamente un ruolo di promozione della salute e di coesione delle comunità, dove lo sport è benessere, crescita e socialità per tantissime persone.

Di seguito la lettera integrale:

“Egregio Assessore Cupparo,

abbiamo appreso a mezzo stampa, che un avviso pubblico per ‘misure di sostegno a favore di operatori del settore dello sport’, che prevede un contributo a fondo perduto per gli stessi operatori di attività e pratiche sportive, è stato predisposto dagli uffici del Dipartimento Politiche di Sviluppo per l’approvazione nella prossima riunione della Giunta regionale della Basilicata, con risorse complessivamente stanziate pari a 1 milione di euro.

Gli Enti di Promozione Sportiva della Basilicata esprimono incredulità per l’individuazione del criterio utilizzato nella determinazione di tale contributo che, come si legge nel comunicato stampa sarà concesso nella forma di fondo perduto forfettario per l’anno 2020, parametrato nel modo seguente: 1.000 euro per associazione e società sportiva dilettantistica affiliata alle Federazioni Sportive Nazionali Olimpiche e Paralimpiche; 500 euro per associazione e società sportiva dilettantistica affiliata alle Discipline Sportive Associate: 500 euro per associazione e società sportiva dilettantistica affiliata agli Enti di Promozione Sportiva.

Si chiede dunque di rivedere tale criterio, inaccettabile per la disparità di trattamento tra le FSN e gli  EPS (oltreché le DSA), proponendo l’individuazione di criteri più equi, come di seguito indicato:

  1. Essere affiliati a un organismo sportivo riconosciuto dal CONI (Federazione Sportiva Nazionale, Disciplina Sportiva Associata, Ente di Promozione Sportiva) e svolgere un’attività sportiva in Regione Basilicata riconosciuta dal CONI o dal CIP.
  1. Iscrizione al Registro CONI-CIP alla data del 31 dicembre 2019.
  1. La soglia di 25 tesserati, quale elemento per determinare il contributo di 500 euro (associazione e società sportiva dilettantistica con meno di 25 TESSERATI) e 1.000 euro per associazione e società sportiva dilettantistica con più di 25 TESSERATI. Tale soglia non si applica alle associazioni e società sportive dilettantistiche che svolgono attività sportive riconosciute dal CIP, al fine di promuovere e sostenere le attività sportive di atlete e atleti con disabilità.

Siamo fiduciosi che il nostro appello venga da Lei accolto e che il sostegno al mondo sportivo lucano sia davvero per TUTTI.

Cordialmente

Gli Enti di Promozione Sportiva della Basilicata firmatari,

AICS – Associazione Italiana Cultura e Sport

ASI – Associazioni Sportive e Sociali italiane

CRS LIBERTAS

CSEN – Centro Sportivo educativo Nazionale

CSI – Centro Sportivo Italiano

ENDAS – Ente Nazionale Democratico di azione Sociale

OPES – Organizzazione per l’Educazione allo Sport

PGS – Polisportive Giovanili Salesiane

UISP – Unione Italiana Sport Pertutti

US ACLI – Unione Sportiva ACLI”.

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