Basilicata, Concessioni marittime: “Gli operatori non hanno ancora alcuna certezza sul proprio destino”! A dirlo…

“Nei mesi passati diverse associazioni di ‘balneari’ avevano sollecitato a più riprese provvedimenti in merito alla prosecuzione delle proprie attività su suoli del cosiddetto ‘demanio marittimo’.

Il d.l. n.179/2012 ha posticipato al 31 dicembre 2020 il termine di proroga per le concessioni demaniali aventi finalità turistico-ricreative e per quelle destinate alla nautica da diporto”.

Lo afferma il capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli, il quale aggiunge:

“Nella nostra regione siamo in presenza di tre diverse tipologie di concessioni demaniali marittime, quelle antecedenti al 31/12/2009, quelle pluriennali rivenienti dal demanio marittimo e le concessioni temporanee la cui scadenza è successiva al 31/12/2015.

La Regione Basilicata, a seguito delle previsioni contenute in materia di proroga delle concessione demaniali marittime nella legge nazionale n. 145/2018, con la delibera di Giunta regionale n. 155/2019 ha approvato le misure esplicative, così come nell’allegato A della stessa, provvedendo a disciplinare le diverse casistiche secondo quanto già indicato nella legge.

Sono trascorsi inutilmente diversi mesi e gli operatori non hanno ancora alcuna certezza circa il proprio destino, mentre l’estate si avvicina inesorabilmente.

Eppure, basterebbe iniziare a dare attuazione alla delibera 115/2019 in ordine alle concessioni demaniali marittime al 31/12/2009 e a quelle pluriennali, concedendo con atto ricognitivo la proroga di 15 anni così come confermato anche dalla recente circolare del 20 dicembre 2019.

Relativamente alle concessioni demaniali con scadenza dopo il 31/12/2015, considerate le numerose sentenze pro e contro le proroghe delle concessioni demaniali, si può procedere invece con atti ricognitivi e nelle more accordare una proroga per non compromettere la stagione ormai alle porte, così superando ed evitando inutili rischi di contenzioso.

Aspettare e non procedere, mentre altre regioni e comuni stanno operando in questa direzione, sarebbe un danno enorme per la nostra economia regionale”.

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