Basilicata, Caro gasolio: chiesto a Bardi di convocare subito gli autotrasportatori. I dettagli

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata):

“Oggi abbiamo scritto al presidente Bardi, e per conoscenza agli assessori competenti, per chiedere la convocazione immediata di un tavolo tra la Giunta regionale e una rappresentanza degli autotrasportatori lucani.

Abbiamo scelto la forma di una richiesta ufficiale perché il tempo degli appelli è finito.

Con il gasolio che a settembre ha superato in media i 2,16 euro al litro, decine di imprese del comparto lavorano in perdita e molte hanno già fermato i mezzi.

Oggi cominciano i fermi in Sicilia e in Calabria, e da giorni anche nella nostra regione trasportatori e agricoltori protestano.

I sindaci di diciassette comuni del Vulture hanno chiesto alla Regione un tavolo di crisi, e quella richiesta l’abbiamo fatta nostra senza esitazioni.

Quando l’autotrasporto si ferma non si ferma una categoria. In una regione in cui le merci viaggiano soprattutto su gomma, ogni camion spento è una filiera che si interrompe: le forniture dell’indotto industriale, i prodotti agricoli diretti ai mercati, i rifornimenti dei piccoli comuni delle aree interne. E il conto non lo pagano soltanto le imprese, ma le lavoratrici, i lavoratori e le loro famiglie.

C’è poi un dato che pesa più di molti discorsi. Secondo le stime della CGIA di Mestre, quest’anno la Basilicata è la regione italiana in cui la spesa per i carburanti cresce di più, oltre il 21 per cento rispetto al 2025. La terra che estrae il petrolio per il Paese paga, in proporzione, il conto più alto del suo rincaro. È la conferma di un modello in cui l’energia esce e il valore non resta.

Sappiamo che le accise si decidono a Roma, ma non accettiamo che questo diventi un alibi.

In Sicilia la Regione guidata da Renato Schifani, di Forza Italia come il presidente Bardi, ha stanziato con una legge regionale 15 milioni di euro per restituire alle imprese dell’autotrasporto una parte del maggior costo del gasolio.

In Calabria la Giunta ha deliberato 15 milioni per contenere gli effetti del caro carburante sulle attività produttive. Non basta, e infatti gli autotrasportatori siciliani e calabresi si fermano comunque.

Ma dimostra che una Regione, quando vuole, gli strumenti li ha. Lì si discute se quelle risorse siano sufficienti; qui siamo ancora a chiedere un incontro.

E ancora, in Sardegna, la Giunta ha stanziato 60 milioni per attenuare l’impatto dell’aumento dei costi del carburante. La parte principale dello stanziamento, 50 milioni di euro, sarà destinata alle attività economiche maggiormente esposte all’aumento dei costi.

Tra i comparti indicati figurano l’autotrasporto, il settore marittimo e l’agricoltura, alla quale sono stati assegnati 25 milioni di euro. La Regione ha inoltre previsto ulteriori 10 milioni di euro per contenere gli effetti del costo del carburante aereo sulla continuità territoriale, uno dei nodi strategici per i collegamenti dell’Isola con il resto del Paese.

Si è fatto, si fa, si può fare.

Chiediamo quindi al presidente Bardi di convocare il tavolo nelle prossime ore, non nelle prossime settimane; di verificare subito quali risorse regionali possano essere attivate, nel rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato, a partire dalle piccole imprese che hanno già i mezzi nei piazzali; di costruire con il comparto misure strutturali, perché la prossima impennata dei prezzi non trovi la Basilicata di nuovo disarmata; e di riferire in Consiglio regionale.

Chi ogni giorno tiene in movimento questa regione non può essere lasciato fermo da chi la governa”.