Il calendario fiscale impone il passo veloce per chi vuole azzerare il Canone Rai nel 2026.
La data da segnare in rosso è il 2 febbraio: entro questo termine, i contribuenti che hanno diritto all’esenzione devono inviare la dichiarazione sostitutiva per bloccare gli addebiti nelle bollette elettriche dell’intero anno.
Il meccanismo non è automatico, quindi il mancato precisa leggo l’invio del modulo nei tempi previsti comporta l’addebito delle rate, rendendo vano il possesso dei requisiti di legge se non comunicati ufficialmente all’Agenzia delle Entrate.
Superare la soglia del 2 febbraio senza aver agito non preclude del tutto la possibilità di risparmiare, ma ne riduce drasticamente i benefici.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, chi invia la comunicazione dal 3 febbraio fino al 30 giugno otterrà infatti un esonero soltanto parziale, limitato esclusivamente al secondo semestre del 2026.
Questo significa che la prima metà dell’abbonamento verrà comunque trattenuta forzosamente, trasformando una dimenticanza burocratica in un costo certo per il cittadino.
La categoria principale interessata dalla normativa è quella dei titolari di utenza elettrica residenziale che non detengono alcun apparecchio televisivo in nessuna delle proprie abitazioni.
Per loro, l’autocertificazione è l’unica via per evitare un prelievo altrimenti garantito dalla presunzione di possesso legata al contratto della luce.
È importante ricordare che la vecchia pratica del “suggellamento” della TV non è più valida e che l’esenzione non è applicabile se l’apparecchio si trova in locali collegati a utenze elettriche non domestiche.
Oltre a chi vive senza televisione, la legge tutela specifiche fasce della popolazione che possono richiedere l’esonero totale. In questa categoria rientrano i cittadini che hanno già compiuto 75 anni e che dichiarano un reddito complessivo contenuto entro le soglie stabilite.
Accanto a loro, il diritto al non pagamento è garantito anche ai diplomatici e ai militari stranieri, in virtù degli accordi e delle convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia.
Per rendere operativa l’esenzione, è necessario utilizzare esclusivamente il modello di dichiarazione sostitutiva predisposto dalle autorità fiscali.
Il documento deve attestare con precisione il possesso dei requisiti e può essere inviato telematicamente o tramite i canali abilitati.
Una volta completata la procedura entro i termini, l’Agenzia delle Entrate blocca i flussi di addebito verso i fornitori di energia, garantendo al contribuente un 2026 libero dall’imposta sulla televisione.

































