Arresti a Lavello e Venosa! Ecco cosa hanno scoperto i Carabinieri

I Carabinieri della Stazione di Lavello (PZ) hanno arrestato in flagranza di reato un 22enne del posto in quanto resosi responsabile dei reati di truffa aggravata ed evasione.

In particolare, le indagini dei Carabinieri sono scaturite dalla denuncia querela sporta, presso un ufficio di polizia di Voghera (PV), da un cittadino della provincia di Pavia che, dopo avere pubblicato su un noto sito on-line l’avviso relativo alla vendita di un telefono cellulare, aveva ottenuto come attestazione di pagamento la ricevuta di un bonifico bancario per l’importo di 700,00 Euro, risultata essere falsa.

I Carabinieri della Stazione di Lavello, fintisi postini, hanno simulato la consegna del telefonino al truffatore che, al momento del ritiro, è stato tratto in arresto in flagranza di reato.

L’uomo, per il quale vale, naturalmente, la presunzione d’innocenza, dovrà rispondere, inoltre, anche del reato di evasione, in quanto all’atto del ritiro del pacco, si trovava fuori dalla propria abitazione, in violazione della misura degli arresti domiciliari cui era sottoposto per altra causa.

Il risultato operativo conseguito non è da considerare come estemporaneo ma il frutto di una convinta e massiccia campagna di informazione sul fenomeno delle truffe condotta a livello nazionale dall’Arma dei Carabinieri.

L’episodio descritto permette di rinnovare, ulteriormente, il suggerimento rivolto ad ogni cittadino di ricorrere, in situazioni analoghe, ai tanti Comandi Stazione Carabinieri presenti nella provincia o, comunque, rivolgersi, con una semplice telefonata, al Numero Unico di Emergenza 112 della Benemerita, così da consentire di avviare tempestive risposte e interventi risolutivi.

In diverso contesto investigativo, i Carabinieri della Stazione e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Venosa (PZ) hanno arrestato in flagranza di reato un 72enne ed un 41enne, rispettivamente padre e figlio, entrambi del posto, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione è maturata nel corso di un servizio di controllo del territorio, volto a prevenire e reprimere i reati nello specifico settore, fenomeno che, tra l’altro, inevitabilmente, costituisce motivo di allarme sociale.

In particolare, i Carabinieri, al termine di una perquisizione domiciliare presso un appartamento del centro storico di Venosa in uso ai citati soggetti, hanno rinvenuto, celati all’interno di alcuni pensili della cucina, 53 grammi di cocaina ed 89 di hashish oltre che un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della sostanza, nonché 5.800,00 euro di denaro contante, presunto provento dell’attività di spaccio.

Entrambi gli arrestati, per i quali vale sempre la presunzione d’innocenza, al termine delle attività di polizia giudiziaria ed alla luce degli elementi raccolti, sono stati associati presso le carceri di Potenza e Melfi.

La droga, il denaro ed il restante materiale rinvenuto sono stati sottoposti sotto sequestro.a
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