Come ogni anno il 21 marzo i Parchi Letterari celebrano la Giornata mondiale della Poesia indetta dall’Unesco e la Giornata internazionale delle Foreste promossa dalle Nazioni Unite con letture, laboratori, incontri, percorsi naturalistici e letterari, case museo, mostre e articoli che riuniscono nei primi giorni di primavera i temi del viaggio, della letteratura e dell’ambiente.
Il 22 marzo, Giornata mondiale dell’Acqua, è inoltre l’occasione per sostenere i principi che rientrano nel Manifesto: 2021 – 2030 “Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile” che abbiamo firmato con entusiasmo.
Dalla Norvegia alla Florida, da Cuba all’Italia desideriamo che residenti e visitatori dispongano di una chiave di lettura che stimoli la conoscenza e la visita dei luoghi non solo per il loro panorama.
Un modo per celebrare insieme il paesaggio in un lungo percorso naturale e poetico ispirato alla “Cultura delle Comunità” delle Riserve Culturali ideate con il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (C.U.F.A.).
Appuntamenti cui siamo particolarmente legati ricordando l’impegno quotidiano di Parchi, riserve e oasi naturali, delle Pro Loco, delle Associazioni, dei piccoli imprenditori e soprattutto delle Comunità che ci ospitano.
Gli incontri, le letture, i laboratori, le visite, le iniziative con le scuole e le Università, saranno accompagnati anche in questa edizione da articoli ricchi di emozioni e idee di viaggio che si aggiungono ai percorsi naturalistici e letterari nei Parchi e nelle Riserve naturali.
La difesa sociale più avanzata è quella culturale ed è per questo motivo che I Parchi Letterari non si limitano a divulgare la letteratura attraverso i territori, ma intendono contribuire a salvaguardare i territori attraverso la letteratura.
Gli eventi nei Parchi in Basilicata:
Centro Studi Albino Pierro – Comune di Tursi (Mt)
Parco Letterario Albino Pierro
Tursi e la Poesia di Albino Pierro
“Quella di Tursi, il mio paese in provincia di Matera, era una delle tante parlate destinate a scomparire.
Ho dovuto cercare il modo di fissare sulla carta i suoni della mia gente”.
Così Albino Pierro spiegò la svolta dialettale della sua poesia per cui venne più volte candidato al Nobel per la Letteratura.
In dialetto descrive Tursi, un incredibile esempio di architettura spontanea ricca di volte, vicoli, grotte e scale, tra cui le petrizze, una ripida strada realizzata nel ‘600 da Carlo Doria con lo stesso numero di gradini di quel Palazzo Doria che a Genova venne in seguito chiamato Palazzo Tursi.
In alto domina il rione della Rabatana (dal saraceno Rabat), circondato dai calanchi e dai burroni le Jaramme cantate dal poeta.
Sede del Parco è la Casa di Albino Pierro (‘u paazze), da cui si gode di una suggestiva vista sui calanchi verso il Convento di San Francesco e, in lontananza, il Santuario di Anglona (XI – XII sec), sorto sulle rovine della colonia greca di Pandosia.
La casa museo di Albino Pierro è aperta su prenotazione dalle dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.
Inoltre il “Percorso della poesia pierriana” con le targhe letterarie posizionate in vari luoghi del borgo fino (è possibile procurarsi l’applicazione su www.albinopierro.it ) renderà la visita di Tursi indimenticabile.
Per info: centrostudi.apierro@gmail.com cell 333 6401629
il Comune di Aliano e il Parco Letterario Carlo Levi Vi invitano a rivivere i luoghi del
Cristo si è fermato a Eboli
Il percorso prevede la visita della Casa Museo di Carlo Levi, la Pinacoteca Carlo Levi, il Museo della Civiltà contadina, il Museo Paul Russotto e la Tomba di Carlo Levi.
La casa del confino di Carlo Levi
È la casa dove visse Carlo Levi durante il periodo di confino, restaurata con discrezione e con un approccio tecnologico: un impianto multivisione costituito da proiettori di diapositive programmati e sintonizzati da un computer, posti sui soffitti dei locali e che, seguendo un percorso determinato, fanno rivivere sui muri bianchi le immagini tratte dai documenti fotografici dell’epoca, la casa, l’orto, il cane Barone, il ritratto di Giulia, i camini, i calanchi; immagini intervallate dalle sagome di un cavalletto, dall’ombra dei pennelli, dalla traccia di un letto di ferro, di un tavolo da cucina, a guisa di simboli astratti, ombre cinesi che si animano nella velocità della proiezione multivisiva; e ancora immagini dei quadri, dei tetti, dei fanciulli, delle strade, delle nuvole e degli orizzonti che si osservano dalla terrazza.
Sono presenti anche microfilm sulla storia contadina. Il percorso emozionale si completa sul terrazzo della casa, dove sono stati sistemati tre angoli di pittura che si ispirano al paesaggio circostante.
La Pinacoteca Carlo Levi
Il piccolo museo raccoglie lettere, documenti, disegni riguardanti il confino ad Aliano, tra il 1935 e il 1936, al quale fu condannato dal regime fascista il medico, scrittore e pittore Carlo Levi (1902-1975).
Particolarmente interessanti sono le litografie originali, donate dallo stesso Levi, del Cristo si è fermato a Eboli. Il volume, che fu pubblicato nel 1945, riassume la sua esperienza nel piccolo centro lucano, dove visse a contatto con la popolazione, testimoniando la suggestiva scoperta dell’estrema miseria della civiltà contadina del Sud.
Il museo della Civiltà contadina
“Il padrone di casa mi aveva avvertito che sarei stato spesso disturbato dal rumore del trappeto, il frantoio che era sotto alle mie stanze; ci si entrava dall’orto, per una porticina di fianco agli scalini che portavano in casa.
Avrebbe lavorato anche di notte, il trappeto mi aveva detto. Quando girava la vecchia mola di pietra, trascinata in tondo da un asino bendato, la casa tremava, e un rombo continuo saliva dal pavimento…”.
Situato al piano terra della casa di Levi ospita tutto ciò che riguarda le antiche procedure di produzione dell’olio, gli oggetti legati alla coltivazione dei campi, alla mungitura del latte, alla produzione del formaggio, le suppellettili.
Una casa contadina originale, con letto, culla, stalla, e tanto altro ancora. Attraverso la visita a questo museo ci si ritrova immersi nel periodo del Confino di Levi in Aliano.
La tomba di Carlo Levi
Restaurata nel suo aspetto architettonico, con un belvedere retrostante che denota il rapporto tra vita e morte, poiché l’affaccio è verso la casa in cui Levi ha vissuto.
Un basolato su cui sorgono due file di mattoni in cotto e una balconata aperta sul Pollino e sui tetti del paese. Con poche varianti rispetto a ciò che c’era prima del restauro.
Un intervento che non disturba. Al centro, una lastra di pietra bianca ricorda che lì è sepolto il torinese del sud, per usare una felice espressione di Gigliola De Donato.
Il Museo Paul Russotto
Di origini alianesi da parte di madre, Paul Russotto, esponente dell’espressionismo astratto americano, nasce a New York nel 1944. Si appassiona alla pittura iscrivendosi all’Art Students League di New York. Nel ’63 apre il suo studio e comincia una proficua attività che lo vedrà esporre in tanti paesi nel mondo, tra cui l’Italia.
Nella sua espressione artistica, Paul Russotto trae ispirazione dal passato, guardando alla pittura di Rubens, Courbet, Cézanne, Picasso, Matisse, Mondrian, Miró, Gorky, De Kooning (di cui diventa allievo), Pollock e ai suoi contemporanei. Ha contatti anche con molti artisti italiani come Carla Accardi, Pietro Consagra, Giacinto Cerone, Marino Marini e tanti altri.
Nella restaurata vecchia caserma di Aliano, dal tetto con grossi travi di legno, le 72 opere di Russotto donate dalla famiglia sembrano nuove finestre aperte su una modernità in contrasto con i calanchi e i tetti spioventi dell’antico borgo celebrato da Carlo Levi che si intravedono dalle grandi porte finestre verdi.
Il Parco Letterario Carlo Levi
Nel rivivere emotivamente luoghi ed eventi descritti nel Cristo si è fermato a Eboli si coglie nell’opera di Levi il sentimento poetico e il suo profondo amore per la terra lucana e la sua gente.
Aliano, con le sue case dalle magiche facciate dalle cui piccole finestre, occhi stregati che sormontano archi immensi come bocche, si spazia sull’infinita distesa delle argille aride, ondulanti nel sole a perdita d’occhio, è un esempio di recupero e conservazione ambientale.
Il silenzio delle montagne, la solitudine dei paesi arroccati sui monti, le infinite distese di argilla, i fiumi lenti e sornioni della valle dell’Agri e del Sauro e ancora le leggende dei briganti, delle fate, dei lupi mannari e delle streghe sono tutti elementi che raccontano e suscitano nel visitatore le stesse emozioni di meraviglia e stupore provate da Levi all’inizio del suo confino.
Per info e prenotazioni:
Tel. 0835 568529 0835 568038 (Comune)
Cell. 320 2745706 E-Mail info@parcolevi.it
Giornata delle Riserve Culturali nei Parchi Letterari
Laurenzana (Pz) 21 – 22 marzo 2026
In occasione della Giornata delle Riserve Culturali nei Parchi Letterari, il Parco Letterario Michele Parrella organizza, nella splendida cornice del Castello Ducale di Laurenzana, una due giorni dedicata all’arte e alla poesia.
Durante l’evento sarà allestita una mostra collettiva di pittura con opere di artisti lucani, accompagnata da laboratori dedicati alle diverse tecniche artistiche utilizzate dagli espositori.
Nel corso delle giornate sono inoltre previste performance live, durante le quali alcuni artisti realizzeranno le loro opere dal vivo.
Nel pomeriggio di sabato 21 marzo si terrà un reading di poesie di Michele Parrella, a cura degli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado di Laurenzana, che daranno voce ai versi del poeta lucano.
Nel pomeriggio di domenica 22 marzo, nell’ambito del consueto appuntamento “Mi dedico alla lettura”, gli studenti incontreranno lo scrittore Gianluca Caporale, in un momento di dialogo e confronto dedicato al valore della lettura e della cultura.
Michele Parrella, nato a Laurenzana nel 1929 e scomparso a Roma nel 1996, è uno dei più importanti poeti lucani del Novecento.
Dopo gli studi classici si trasferì a Roma nei primi anni Cinquanta, mantenendo sempre un forte legame con la sua terra d’origine, spesso al centro della sua produzione poetica.
Frequentò importanti intellettuali e artisti del suo tempo e la sua poesia, intensa e profondamente legata alla Lucania, racconta paesaggi, memoria e identità trasformandoli in immagini di valore universale.
Nel 1954 esordì con Poesia e pietra di Lucania, cui seguirono Paisano (1958), La piramide di pietrisco (1981) e La piazza degli uomini (1997). Parrella realizzò inoltre diversi documentari dedicati alla Basilicata e collaborò con il regista Francesco Rosi alla realizzazione del film Cristo si è fermato a Eboli, tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Levi.

































