A Pescopagano si ripete il tradizionale rito della “Passata”: due i bambini protagonisti. I dettagli

Sono stati due i bambini che hanno preso parte all’edizione 2026 della ‘Passata’, il rito di origine agraria che ogni anno si svolge a Pescopagano, paese del potentino, in concomitanza con la festa della Santissima Annunziata.

Come da consuetudine, al rintocco delle campane, i piccoli della comunità di sesso maschile sono stati “passati” attraverso un arco ottenuto da un ramo di rovo privato di foglie e spine.

Parte fondamentale del rito i due ‘compari’ che hanno avuto il compito di mantenere divaricata l’apertura dell’arco e far compiere ad ogni bambino tre cerchi al di sopra e dentro l’arco del rovo, secondo la valenza magica del numero dispari.

Terminato il rituale, i bambini sono stati avvolti in una coperta e portati dalle rispettive madri nella chiesa dell’Annunziata per essere rivestiti ai piedi dell’altare; il rovo è stato, invece, rinchiuso e rivestito con del muschio per evitarne il disseccamento, così da tornare a germogliare in nome di una “magica” connessione tra la salute del bambino e la vitalità dell’arbusto.

Al rito, che richiama l’evento del parto e di cui si trova traccia in alcuni scritti di Catone, si attribuiva il potere di preservare bambini dall’ernia infantile.

Gesti antichi che l’associazione ‘Pescopagano eventi’, in collaborazione con l’amministrazione comunale, intende preservare e tramandare ai posteri, nonostante in paese si registrino sempre meno nascite.

Ha spiegato Antonio Zazzerini, presidente di Pescopagano eventi:

“Quest’anno sono stati solo due i bambini ‘passati’; uno è arrivato qui dal vicino comune di Castelgrande.

Nonostante ciò continueremo a riproporre questo rito parte della nostra storia, non perderemo mai la fiducia”.

Per il sindaco, Francesco Ambrosini:

“il segreto per continuare la tradizione è quello di coinvolgere anche i centri limitrofi, proprio per mantenere viva una tradizione importante per tutta la Basilicata”.

Protagonisti della giornata anche i bambini del locale istituto comprensivo che con le loro ricerche hanno sottolineato l’importanza di conservare il rito.