“La nostra mozione sulla Zona Franca Energetica attende ancora di essere discussa.
Gli studi ci sono già, ora serve un tavolo con il Governo.
I 130 milioni di accise pagati dai lucani siano una compensazione concreta per il petrolio e il gas estratto dalla nostra terra”.
“Esprimiamo piena solidarietà agli agricoltori che stanno protestando contro il caro carburanti e che domani manifesteranno davanti alla Regione.
Una mobilitazione che dà voce alle difficoltà di tante famiglie, lavoratori e imprese lucane, sempre più penalizzati dall’aumento dei costi dell’energia e dei trasporti e dal caro vita.
La politica ha il dovere di dare risposte concrete, come fatto in queste ore in Puglia dal Presidente della Regione Antonio Decaro”.
Lo dichiarano il Vice Presidente del Consiglio regionale Angelo Chiorazzo e il Capogruppo di Basilicata Casa Comune Gianni Vizziello.
“Già lo scorso Maggio abbiamo presentato una mozione, ancora in attesa di discussione in Consiglio regionale, per chiedere l’istituzione di una Zona Franca Energetica e la riduzione strutturale del costo dei carburanti, partendo dall’abolizione delle accise statali per i lucani.
Una proposta che parte da un principio di equità fondato sul fatto che la Basilicata contribuisce in maniera determinante al fabbisogno energetico nazionale, ma continua a pagare carburanti tra i più cari d’Italia.
Accogliamo positivamente le convergenze emerse tra maggioranza e opposizione in Commissione consiliare, ma non possiamo continuare a rinviare le decisioni a nuovi studi e approfondimenti.
Esistono già analisi e proposte, a partire dal lavoro elaborato da Aldo Berlinguer durante la Giunta Pittella.
Oggi serve la volontà politica di aprire una vera vertenza con lo Stato.
Chiediamo perciò al Presidente Bardi di promuovere immediatamente un tavolo con il Governo nazionale per definire un regime fiscale energetico di vantaggio per la Basilicata, avviando anche le necessarie interlocuzioni con le istituzioni europee.
Secondo le nostre stime, l’abolizione delle accise sui carburanti consumati in Basilicata comporterebbe per lo Stato un minor gettito di circa 130 Milioni di euro annui.
Una cifra che riteniamo sostenibile rispetto al valore delle attività estrattive e alle entrate fiscali che ne derivano per lo Stato.
Sarebbe una compensazione concreta, aggiuntiva rispetto alle royalties e alle compensazioni ambientali versate dalle compagnie petrolifere.
Non chiediamo privilegi né nuovi bonus temporanei, ma un riconoscimento strutturale per una regione che da decenni contribuisce alla sicurezza energetica del Paese.
Il grido di dolore degli agricoltori e delle categorie produttive conferma che non c’è più tempo da perdere.
Il Presidente Bardi – concludono Chiorazzo e Vizziello – trasformi le convergenze politiche in un’iniziativa unitaria e apra finalmente il confronto con il Governo Meloni”.

































