Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Vincenzo Destino, Presidente del Consiglio comunale di Melfi:
“La protesta degli agricoltori del Vulture-Melfese richiama l’attenzione su difficoltà e criticità che interessano il mondo agricolo e che meritano ascolto, rispetto e risposte concrete.
Le ragioni degli agricoltori non possono essere sottovalutate, né possono essere ignorate le preoccupazioni che attraversano un comparto fondamentale per l’economia, l’identità e la tenuta sociale dei nostri territori.
La vicinanza espressa dai sindaci alla mobilitazione testimonia la consapevolezza delle istituzioni locali rispetto alle difficoltà vissute da tanti operatori del settore.
Proprio per questo, tuttavia, è necessario accompagnare la protesta con un percorso capace di trasformare il disagio in risultati, evitando che la mobilitazione possa imboccare una deriva che, anziché produrre benefici per gli agricoltori, finisca per indebolirne le ragioni e ridurne le possibilità di interlocuzione.
La forza di una protesta non si misura soltanto dalla capacità di mobilitare le persone, ma anche dalla possibilità di tradurre le rivendicazioni in proposte concrete e in accordi efficaci.
Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile il coinvolgimento delle associazioni di categoria, a partire da quelle maggiormente rappresentative, che dispongono delle competenze, dell’organizzazione e della legittimazione necessarie per sedere ai tavoli di confronto e contrattazione.
Non si tratta di mettere in discussione il diritto degli agricoltori a manifestare, né di ridimensionare il valore delle iniziative spontanee che nascono dal territorio.
Si tratta, al contrario, di rafforzare la capacità del mondo agricolo di essere ascoltato, riconosciuto e rappresentato nelle sedi in cui si
assumono le decisioni.
Il confronto istituzionale richiede interlocutori riconosciuti, piattaforme rivendicative chiare e obiettivi condivisi, affinché le istanze dei produttori possano trovare una risposta concreta.
I sindaci, che conoscono direttamente le difficoltà delle comunità amministrate, possono e devono svolgere un ruolo importante nel favorire il dialogo, sostenere le richieste legittime del comparto e sollecitare le istituzioni competenti.
Questo sostegno, però, deve contribuire a costruire una prospettiva, non alimentare contrapposizioni che rischiano di lasciare gli agricoltori senza risultati tangibili.
Il mondo agricolo ha bisogno di risposte, non di essere trascinato in percorsi che rischiano di allontanarlo dagli obiettivi per i quali è sceso in piazza.
La protesta deve rappresentare un punto di partenza per costruire una soluzione, non diventare un fine in sé.
Per questo ritengo sia fondamentale il ruolo delle Associazioni di categoria nel confronto con le Istituzioni, con l’obiettivo di individuare
priorità comuni e costruire una piattaforma di richieste da portare ai tavoli competenti.
Ritengo, pertanto, che la vicinanza agli agricoltori debba tradursi nella ricerca di soluzioni concrete, nella difesa del valore economico e sociale dell’agricoltura e nella promozione di un confronto serio con tutti i soggetti istituzionali e rappresentativi coinvolti.
È necessario, quindi, che prevalgano il senso di responsabilità, la capacità di ascolto e la volontà di costruire percorsi condivisi. Solo in questo modo sarà possibile ottenere risultati positivi per gli agricoltori”.

































