Punto nascita di Melfi: “La proroga non basta, servono medici e investimenti”. Ecco la richiesta

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Alessia Araneo (Consigliera regionale – capogruppo Movimento 5 Stelle Basilicata):

“Apprendo della richiesta di proroga del punto nascita di Melfi da parte della Giunta Regionale fino al prossimo dicembre 2027.

È la notizia che l’intera comunità del Vulture aspettava?

No, la notizia che la comunità aspettava è quella di un serio e immediato investimento, in termini di risorse umane, sul punto nascita e sul reparto di ginecologia e ostetricia del nosocomio melfitano.

Bene la richiesta di proroga, ma rischia di essere del tutto insufficiente. I numeri non cambiano da soli o per mano della Provvidenza. I numeri cambiano se la politica sceglie di puntare o meno su risorse umane, strutture e territori.

Quello di Melfi è l’unico punto nascita della Basilicata in cui qualcuno ha SCELTO di non bandire il posto da primario/-a. Perché?

Senza la formazione di una solida struttura dirigenziale, senza il pieno riconoscimento delle professioniste e dei professionisti, il punto nascita di Melfi rischia di vivacchiare e di guidare con il freno a mano tirato.

Anche in questo caso: perché?

Il punto nascita di Melfi ha servito per decenni un’area vastissima, può ancora farlo. L’inverno demografico è, indubbiamente, un dato di fatto, ma vale a tutte le latitudini. E se altrove si è deciso di investire comunque, mi chiedo perché il medesimo sforzo non si metta in campo anche a Melfi.

La sicurezza delle partorienti, delle e dei nascituri così come delle e dei professionisti va salvaguardata prima di ogni cosa: per questo non servono tagli, ma risorse umane e programmazione.

Da oltre un anno abbiamo chiesto un consiglio comunale aperto sull’ospedale di Melfi. E nulla.

Ieri, invece, in occasione della riunione della quarta commissione consiliare sul piano sanitario regionale, ho ribadito con fermezza la necessità di ascoltare l’assessore regionale e l’intero centrodestra su questo punto e, in generale, su quanto attiene all’organizzazione della sanità sul territorio.

Il 2027 – oltre a essere l’anno delle politiche, ma sarà una coincidenza – è domani. Bisognava intervenire ieri e non è stato fatto. Chiediamo almeno che si intervengo oggi. Ora”.