Melfi: un mese senza il Dott. Rosucci, andato via troppo presto mentre svolgeva il suo lavoro. Ecco il tributo dei colleghi

A un mese dalla sua scomparsa, l’ospedale “San Giovanni di Dio” di Melfi si stringe attorno alla memoria del dottor Mauro Rosucci, anestesista rianimatore venuto a mancare improvvisamente il 4 settembre 2026, mentre era in servizio nel reparto di Rianimazione.

Mauro Rosucci ha lasciato tutti nel modo più silenzioso e, al tempo stesso, più eloquente: lavorando.

A pochissimi mesi dalla pensione, dopo più di 30 anni trascorsi tra Sale Operatorie e Terapia Intensiva, è andato via proprio lì dove aveva generosamente donato forze, competenze e umanità, non solo ai pazienti ma anche ai colleghi del servizio di Rianimazione di Melfi.

Marito di Elisa Gravino e padre di Piernicola, il dottor Rosucci era una figura stimata da tutto il personale sanitario: un professionista discreto, sempre presente, capace di infondere sicurezza in chi, nel cuore della notte o nei momenti più critici, si trovava a dover prendere decisioni difficili.

Sono proprio i colleghi a voler oggi commemorare la sua figura di amico e professionista, ringraziandolo per averli fatti sentire “protetti davvero”.

Come ha scritto una collega a lui molto vicina, la dott.ssa Gaetanina Mastronardi, conosciuta 36 anni fa in un concorso a Pescopagano:

“Mauro per me non era solo un ‘collega anestesista’ ma un AMICO.

Non avrei mai pensato che il giorno del mio saluto sarebbe arrivato così all’improvviso ed in una così triste circostanza.

Ci siamo conosciuti durante il concorso del 1990 a Pescopagano e, dopo un così lungo percorso lavorativo e di vita in parallelo, ero convinta che ci saremmo salutati andando in pensione assieme.

Ma la vita ha deciso diversamente.

Mi diceva spesso: ‘Gaetana, noi abbiamo dato tanto e ora siamo stanchi, dobbiamo andare in pensione’.

In questi giorni tristi abbiamo pianto, è inutile far finta di niente; ma poi ci guarderemo indietro, penseremo al tuo sorriso, ricorderemo le tue parole rassicuranti, e rimarrai così per sempre nei nostri ricordi.

I ricordi sono l’arma più potente di tutte: nessuno è in grado di cancellarli e quelli più forti sopravvivono al tempo che passa, quale ponte tra questa vita e l’eternità che ci aspetta tutti”.

La testimonianza si chiude con un grazie che sembra riassumere il sentimento di tutto il personale del reparto:

“Credo di interpretare il pensiero di tutti noi dicendoti grazie perché ci hai fatto sentire protetti davvero, perché ogni giorno ci sei stato accanto anche quando credevamo di essere soli e perché ci hai dato forza e coraggio nonostante i nostri e tuoi aspetti caratteriali.

Questo non vuol essere un addio, ma a un arrivederci ad un amico che ci ha lasciati nel silenzio; un silenzio molto più eloquente di tante parole”.

Per chi ha lavorato con lui, Mauro Rosucci non era solo un anestesista rianimatore: era un punto fermo, una presenza rassicurante, un collega che sapeva esserci anche quando gli altri credevano di essere soli.

La sua scomparsa lascia un vuoto impossibile da colmare, ma anche una traccia indelebile fatta di gesti quotidiani, di parole misurate, di sguardi che bastavano a trasmettere coraggio.

Rimarrà per sempre nei ricordi di chi lo ha conosciuto, come un professionista dedito alla propria missione fino all’ultimo istante, e come un amico capace di rendere più leggera la fatica di chi, ogni giorno, lotta per salvare vite umane.