Si apre una nuova fase per i circa 150 lavoratori della PMC-Brose, interessati dal percorso di reindustrializzazione avviato dopo la perdita delle commesse Stellantis.
Con la sottoscrizione dell’accordo previsto dall’articolo 47, i lavoratori passeranno a C-Industries, mantenendo la continuità del rapporto di lavoro e l’applicazione del contratto nazionale dei metalmeccanici.
Per la Fismic Confsal si tratta di un passaggio significativo, perché consente di dare una prospettiva industriale e occupazionale a una vertenza che per molti mesi ha generato forte preoccupazione tra i lavoratori e le loro famiglie.
«Il dato più importante di oggi è che nessun lavoratore viene lasciato indietro», dichiara Donato Russo della Fismic Confsal. «Abbiamo seguito questa vertenza con un obiettivo preciso: arrivare a una soluzione industriale vera, capace di tutelare l’occupazione e di riportare queste persone al lavoro.
Il passaggio a C-Industries rappresenta quindi un risultato concreto, che adesso deve tradursi rapidamente nell’avvio effettivo delle attività.»
Il progetto prevede una prospettiva produttiva non limitata esclusivamente al settore automotive, elemento che per la Fismic può rappresentare un’opportunità importante anche in termini di diversificazione industriale e di rafforzamento del tessuto produttivo lucano.
«In una fase nella quale il comparto automotive sta attraversando trasformazioni profonde, costruire nuove occasioni industriali sul territorio assume un valore ancora maggiore», afferma Sara Rinaudo, Segretario Generale Fismic Confsal.
«La salvaguardia dell’occupazione deve andare insieme alla capacità di creare attività produttive solide e durature. È questa la strada che abbiamo sostenuto durante tutta la vertenza e che continueremo a sostenere anche nella fase che si apre oggi.»
La Fismic Confsal riconosce inoltre il valore della disponibilità manifestata dall’imprenditore lucano Carmine Ciaglia a investire nel nuovo progetto e sottolinea l’importanza del contributo fornito, nei rispettivi ruoli, dalle istituzioni, dal Ministero e dai soggetti coinvolti nel confronto.
Resta però ancora un passaggio decisivo: completare le procedure autorizzative necessarie a rendere pienamente operativo il nuovo insediamento.
«L’accordo di oggi non deve essere considerato il punto conclusivo della vicenda», sottolineano Russo e Rinaudo. «Ora occorre fare in modo che autorizzazioni e adempimenti procedano con la massima rapidità. La priorità è ridurre al minimo i tempi tra l’intesa raggiunta e il ritorno effettivo dei lavoratori nell’attività produttiva.»
Per la Fismic Confsal, la conclusione della vertenza PMC-Brose può rappresentare anche un modello di intervento nelle crisi industriali: non limitarsi alla gestione degli ammortizzatori, ma ricercare investimenti, nuove produzioni e soluzioni capaci di mantenere lavoro e competenze sul territorio.
«Da oggi comincia la parte più importante: trasformare un accordo in lavoro, produzione e prospettiva. Su questo continueremo a vigilare e a dare il nostro contributo», concludono Donato Russo e Sara Rinaudo.

































