È stata depositata presso la Presidenza del Consiglio regionale della Basilicata la proposta di legge “Indirizzi regionali per l’istituzione della Zona Franca Energetica della Basilicata”, a firma di Roberto Cifarelli e Rocco Luigi Leone, rispettivamente presidenti della Seconda Commissione consiliare permanente – Bilancio e Programmazione – e della Terza Commissione – Attività produttive, Territorio e Ambiente.
Dichiarano Cifarelli e Leone:
“La proposta nasce da un confronto avviato nei mesi scorsi proprio nelle Commissioni consiliari e dalla comune convinzione che il tema energetico, per la Basilicata, debba essere affrontato superando sia la logica degli interventi occasionali sia le appartenenze politiche.
Entrambi avevamo posto all’attenzione del Consiglio regionale la questione della Zona Franca Energetica e ci eravamo impegnati a verificare la possibilità di costruire su questo terreno un’iniziativa comune.
Il deposito della proposta di legge rappresenta il primo risultato concreto di quel percorso”.
La proposta parte dalla particolare condizione della Basilicata: una regione che contribuisce in misura significativa alla produzione energetica nazionale attraverso petrolio e gas naturale e che, negli ultimi anni, ha visto crescere fortemente anche la produzione elettrica da fonti rinnovabili.
L’obiettivo è verificare in che modo questa condizione possa essere trasformata, nel rispetto delle norme nazionali ed europee, in un vantaggio strutturale per il territorio.
“Non proponiamo una zona franca in senso doganale né promettiamo agevolazioni che una Regione non avrebbe il potere di introdurre autonomamente.
Vogliamo portare all’attenzione del Governo nazionale una proposta tecnicamente solida per una fiscalità energetica differenziata dove giuridicamente possibile, per la riduzione o compensazione dei costi dell’energia per famiglie e imprese, per la valorizzazione delle eventuali disponibilità di gas, per l’utilizzo delle opportunità offerte dalle fonti rinnovabili e per l’integrazione con la ZES Unica al fine di rendere la Basilicata più competitiva nell’attrazione di nuovi investimenti”.
Per questo la proposta di legge prevede la predisposizione di un Dossier tecnico sulla Zona Franca Energetica, nel quale dovranno essere ricostruiti produzione e consumi energetici regionali, costi e fiscalità dell’energia, possibili beneficiari, compatibilità con la normativa europea, effetti economici e soprattutto costi e relative coperture delle diverse misure ipotizzabili.
Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge la Giunta dovrà definire le modalità organizzative e operative per la costruzione del Dossier, coinvolgendo le strutture regionali competenti e potendo avvalersi, ove necessario, anche di specifiche professionalità e competenze.
Il Dossier dovrà essere completato entro centoventi giorni e costituirà la base tecnica sulla quale aprire il confronto con il Governo nazionale e, per suo tramite, con le istituzioni europee.
“Abbiamo scelto un metodo preciso: prima quantificare e verificare, poi negoziare.
Vogliamo sapere quanto costerebbero le diverse misure, chi potrebbe beneficiarne, quali potrebbero essere finanziate dalla Regione, quali richiederebbero un intervento dello Stato e quali percorsi europei sarebbe necessario attivare.
Solo così la Zona Franca Energetica può uscire dalla dimensione dello slogan e diventare una proposta istituzionale concretamente discutibile”.
La proposta guarda inoltre al rapporto tra ZFE e ZES Unica.
Per Cifarelli e Leone “la disponibilità di energia e la possibilità di renderne più competitivo e prevedibile il costo possono diventare un elemento aggiuntivo nella scelta di un’impresa di investire in Basilicata.
L’obiettivo non è soltanto compensare il territorio per le risorse che mette a disposizione del Paese, ma utilizzare la sua specificità energetica come leva di politica industriale, occupazione e sviluppo”.
“La firma congiunta dei presidenti della Commissione Bilancio e Programmazione e della Commissione Attività produttive, Territorio e Ambiente vuole avere anche un significato istituzionale.
Su una questione strategica come questa riteniamo possibile e necessario costruire un terreno comune, aperto al contributo di tutte le forze presenti in Consiglio regionale, delle rappresentanze economiche e sociali, delle università e dei territori.
La Basilicata produce energia per il Paese e pertanto la sfida è capire, con serietà e senza scorciatoie, come una parte di questo valore possa diventare un vantaggio durevole per chi vive, lavora e decide di investire nella nostra regione”.

































