“Ieri in IV Commissione abbiamo audito i precari del CNR.
È indispensabile individuare in tempi rapidi una soluzione, anche alla luce della scadenza, in questo e nei prossimi mesi, di numerosi contratti, perché siamo di fronte a una questione di grande rilievo per il futuro della ricerca in Basilicata.
La Commissione si è impegnata ad attivare le necessarie interlocuzioni con il Governo regionale per costruire una possibile soluzione a una vicenda che si trascina da troppo tempo”.
Lo dichiara il capogruppo di Avs-Psi-LBp in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che aggiunge:
“A fine dicembre dello scorso anno ho presentato una mozione con cui si impegnava la Giunta regionale ad esprimere il pieno sostegno del Consiglio regionale alla vertenza del personale precario del CNR, sollecitando Governo, Ministero dell’Università e della Ricerca e Parlamento ad incrementare le risorse destinate alle stabilizzazioni ai sensi dell’art. 20 del D.lgs. 75/2017, attraverso una programmazione pluriennale e strutturale delle assunzioni.
La mozione prevede inoltre di promuovere, in sede di Conferenza delle Regioni, un piano straordinario nazionale di stabilizzazione e di valutare forme di accompagnamento regionale, nel rispetto delle competenze e della normativa vigente, per assicurare la continuità delle attività del CNR in Basilicata e rafforzare il ruolo delle sedi lucane quali snodi strategici dell’ecosistema regionale della ricerca, dell’innovazione e della gestione del territorio.
Ora non c’è più tempo da perdere.
In assenza di una soluzione nazionale definitiva anche per effetto di risorse statali insufficienti a stabilizzare i precari del CNR sull’intero territorio nazionale, la Regione è chiamata ad assumersi una responsabilità, perché il Centro rappresenta un presidio strategico per la Basilicata.
Il presidente della IV Ccp, Morea, che ringrazio, ha raccolto l’invito dei commissari impegnandosi, già a partire dall’inizio della prossima settimana, a confrontarsi al più presto con la Presidenza della Giunta e con l’assessore allo Sviluppo economico, per individuare possibili coperture finanziarie, con l’obiettivo di accompagnare i ricercatori in questa fase di transizione, in attesa che lo Stato reperisca le risorse necessarie a superare definitivamente il precariato nel settore.
Il CNR è fondamentale per le esigenze del nostro tessuto economico e sociale.
I centri attivi sul territorio regionale, impegnati in ambiti cruciali come ambiente, salute, energia e tutela del patrimonio culturale, costituiscono un motore di sviluppo, innovazione e competitività.
La ricerca che vi si svolge è fondamentale per la salvaguardia di un territorio fragile come quello lucano e per orientare le politiche pubbliche verso modelli di crescita sostenibili e responsabili.
Assicurare stabilità ai ricercatori significa non solo riconoscere il loro lavoro, ma investire nel futuro dell’intera comunità lucana, che ha bisogno di competenze elevate e qualificate.
La perdita di queste professionalità comporterebbe l’interruzione di percorsi scientifici di rilievo e un ulteriore indebolimento di un contesto già segnato da fragilità strutturali”.

































