Carcere di Melfi: queste organizzazioni Sindacali scrivono all’On. Del Mastro. La lettera

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa delle OO.SS. di categoria, Sinappe, Osapp e UILPA PP che scrivono al Sottosegretario alla Giustizia, On. Del Mastro, alla Direzione Generale del Personale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Provveditorato Regionale A.P. di Bari, per denunciare la gravissima carenza di personale di polizia penitenziaria nel carcere dell’alta sicurezza di Melfi:

“Egregio Sottosegretario,

Egregio Direttore e Provveditore,

le scriventi Organizzazione Sindacale intendono portare alla Sua autorevole attenzione e dei Vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, la drammatica situazione in cui versa il personale in servizio presso la Casa Circondariale di Melfi.

Da tempo si registra una gravissima carenza di organico, con una scopertura significativa rispetto alla pianta organica prevista, che incide pesantemente sulla funzionalità dell’istituto e sulle condizioni lavorative del personale di Polizia Penitenziaria.

Nel denunciare con fermezza l’ennesima, grave aggressione avvenuta nella serata del 17.02.2026 ai danni di un Assistente Capo Coordinatore di Polizia Penitenziaria, preso a schiaffi e pugni per futili motivi, ricorso alle cure mediche del PS di Melfi e dimesso con gg. 7 di prognosi, per mano di un detenuto italiano refrattario alle regole che disciplinano la vita carceraria, non possono che sottolineare la gravissima carenza di personale all’interno della struttura.

L’episodio si inserisce in un preoccupante trend di violenze che, a livello nazionale, sta assumendo proporzioni allarmanti.

Ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono le donne e gli uomini del Corpo, costretti a operare in condizioni di costante esposizione al rischio, in strutture caratterizzate da gravi criticità organizzative.

Non è più tollerabile che si continui a sottovalutare la vulnerabilità del sistema penitenziario, aggravata da carichi di lavoro insostenibili e da una cronica carenza di personale.

L’Istituto di Melfi, classificato come struttura di Alta Sicurezza, soffre infatti di un’annosa carenza del ruolo Agenti/Assistenti pari a circa il 30% della pianta organica e addirittura quasi del 40% del ruolo degli Ispettori.

L’Istituto federiciano negli anni è stato penalizzato nelle ultime mobilità ordinarie connessa all’assegnazione dei neo Agenti, dando priorità ad altri istituti del distretto, che oggi registrano una carenza molto, ma molto inferiore a quella di Melfi, facendo passare un messaggio inesatto per giustificare le decisioni assunte, palesando una riduzione dei carichi di lavoro per i lavori di ristrutturazione in corso all’interno di due sezioni detentive chiuse, con le quale si recuperano solamente 5 unità nell’arco delle 24h a fronte di 34 unità di polizia penitenziaria in meno.

Le OO.SS. chiedono interventi immediati e concreti, come il rafforzamento urgente degli organici, perché si continua predicare bene ma si razzola male.

Le poche unità rimaste lavorano con il fiato sul collo, 12 ore di servizio giornaliero, esposti a frequenti ispezioni da parte dei superiori uffici che pretendono la piena applicabilità custodiale del circuito alta sicurezza, non solo formale ma anche sostanziale, nel garantire la chiusura delle camere detentive e dei cancelli dei piani e di sbarramento, ma con quale personale?

Allo stato attuale, la forza operativa del ruolo Agenti/Assistenti è di soli 85 unità su 119 unità, mentre del ruolo Ispettori sono 8 su 13 previsti da PCD del 23.02.2024.

Sulla base della forza operativa del reparto, pari a 85 unità del ruolo agenti/Assistenti, bisogna evidenziare che: 9 unità sono in congedo pre-pensionamento, 5 al corso da vice Sovrintendente e 1 unità assente dal servizio (cmq già trasferita con provvedimento ad altra sede), pertanto, la reale forza operativa disponibile passa a 70 agenti, che al netto delle varie assenze (tra congedo, riposi, L.104/92, ecc) e dell’aliquota minima di personale destinata a carica fissa (compiti amministrativi), l’organico si riduce in modo drammatico, tanto che si rende necessario prolungare il turno giornaliero a 12 ore di servizio continuativo, dalle ore 08:00 alle 20:00 per assicurare quei livelli minimi ed essenziali di sicurezza all’interno dei paglioni detentivi che ospitano detenuti AS2 – AS3, soprattutto nella fascia di maggiore movimentazione degli stessi.

Negli ultimi anni, l’istituto è stato decimato a tal punto che parlare di livelli di sicurezza è impossibile, in una struttura che ospita detenuti appartenenti alla criminalità organizzata di stampo mafioso e per reati di terrorismo nazionale e internazionale.

Per quanto sopra, è necessario ridurre il gap dell’organico, per evitare di incidere ulteriormente sul personale in servizio, che con sacrificio e professionalità, risponde ancora oggi alle esigenze nonostante i notevoli carichi di lavoro a cui è sottoposto quotidianamente, ma che potrebbe precipitare a breve, ma per l’amministrazione probabilmente sono considerati numeri, perché si continui a minacciare il personale di azioni sotto ogni profilo di responsabilità, quando poi alla fine, le responsabilità dovrebbero ricercarsi all’interno della stessa amministrazione ai livelli superiori per aver dimenticato nei piani di ampliamento la struttura melfese.

Non è stato neanche preso in considerazione l’impegno del Direttore Generale del Personale, che con nota GDAP.25/07/2025.0324556.U aveva evidenziato che nel limite del possibile, con il piano di mobilità collegato alle assegnazioni del 184° corso per Allievo agenti, si doveva provvedere a rinforzare l’organico del contingente di Polizia Penitenziaria dell’Istituto di Melfi, valutando le eventuali richieste di assegnazione provvisoria del personale richiedente.

Non bastano più dichiarazioni di circostanza.

Servono provvedimenti strutturali e tempestivi per restituire dignità, sicurezza e condizioni di lavoro adeguate al personale di Polizia Penitenziaria“.