Melfi: “L’automotive lucano ha bisogno di investimenti certi, di politiche industriali chiare e di un coinvolgimento reale delle parti sociali”

«I dati diffusi dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio certificano una verità che i lavoratori conoscono già sulla propria pelle: anche nel 2027 i salari reali saranno inferiori di circa due punti rispetto al 2021.

Un arretramento grave, che si inserisce in un quadro ancora più allarmante, da oltre trent’anni l’Italia è il Paese che cresce meno tra le economie avanzate».

Lo dichiara Gerardo de Grazia, segretario regionale della Confsal e della segreteria della Fismic, la federazione dei metalmeccanici della Confsal:

«Quando un Paese non cresce, i salari non possono crescere.

È una regola economica elementare, ma sistematicamente ignorata.

Il risultato è una perdita costante di potere d’acquisto per milioni di Lavoratrici e Lavoratori, mentre il costo della vita continua ad aumentare».

Secondo la Confsal Basilicata, questa dinamica colpisce in modo ancora più duro i territori strutturalmente più fragili, come la Basilicata, già segnata da bassi salari medi, precarietà diffusa, ridotte opportunità occupazionali e da una continua emigrazione di giovani e professionalità qualificate.

«In Basilicata, sottolinea de Grazia, il problema è duplice, i salari reali diminuiscono e partono già da livelli troppo bassi.

Il territorio continua a pagare l’assenza di una strategia di sviluppo solida e di lungo periodo».

Un nodo centrale resta quello del PNRR, che avrebbe dovuto rappresentare una leva straordinaria per rilanciare crescita, investimenti e occupazione di qualità.

«Il PNRR, afferma de Grazia, rischia di trasformarsi in un’occasione mancata.

Al momento, sembra, non abbia creato lavoro stabile per aumentare la produttività. Senza ricadute concrete sui territori e sui salari, le risorse europee non produrranno alcun reale cambiamento nella vita delle persone».

Particolarmente critica è la situazione dell’industria automotive, settore strategico per l’economia lucana e per lo stabilimento di Melfi, oggi attraversato da profonde incertezze legate alla transizione industriale, ai volumi produttivi e all’occupazione.

«Non può esserci transizione senza tutele, aggiunge de Grazia. L’automotive lucano ha bisogno di investimenti certi, di politiche industriali chiare e di un coinvolgimento reale delle parti sociali.

Senza garanzie su produzione, occupazione e salari, il rischio è quello di un progressivo impoverimento dell’intero indotto».

In questo contesto, la Confsal Basilicata rivolge una richiesta precisa alla Regione Basilicata.

«Chiediamo alla Regione, dichiara de Grazia, di riprendere e discutere seriamente la proposta avanzata dalla Confsal Basilicata di istituire un contributo volontario di solidarietà, uno strumento equo e non coercitivo, finalizzato a sostenere i redditi più bassi, contrastare la perdita di potere d’acquisto e rafforzare la coesione sociale in una fase economica particolarmente difficile».

«Di fronte a salari reali in calo e a una crescita che non riparte, servono misure strutturali e coraggiose, non interventi spot o annunci senza effetti concreti, conclude il segretario regionale. Senza crescita non c’è redistribuzione, senza redistribuzione non c’è giustizia sociale.

La Basilicata non può permettersi altro tempo perso».