Chi riceve la Naspi (l’indennità di disoccupazione) o l’assegno di integrazione salariale vedrà aumentare gli importi nel 2026.
Lo ha ufficializzato l’Inps con una circolare.
La Naspi è la “nuova assicurazione sociale per l’impiego”, si tratta dell’indennità mensile di disoccupazione che spetta ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente l’occupazione inclusi apprendisti, soci lavoratori di cooperative; personale artistico con rapporto di lavoro subordinato; dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.
Chi ne beneficia precisa today incassa un assegno mensile, il cui importo diminuisce col tempo e che è parametrato alle ultime retribuzioni. Per integrazione salariale si intende invece la somma che integra o sostituisce lo stipendio del lavoratore in caso di “sospensione o riduzione temporanea dell’attività aziendale a causa di crisi, riorganizzazioni o altri eventi non imputabili al lavoratore”.
L’Inps spiega che “la retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo delle indennità di disoccupazione Naspi è pari a 1.456,72 euro per il 2026“.
L’importo massimo mensile dell’indennità Naspi “non può in ogni caso superare, per il 2026, la somma di 1.584,70 euro“.
Per la cassa integrazione il trattamento al lordo dell’imposta “può raggiungere al massimo i 1.423,69 euro mentre quello al netto può arrivare a 1.340,56 euro”.
Nel settore edile e lapideo gli importi massimi dell’assegno di integrazione sono rispettivamente 1.708,44 euro (lordo) e 1.608,66 euro (netto).
Per il Fondo credito l’assegno di integrazione salariale può raggiungere al massimo i 2.049,90 euro lordi mentre l’assegno emergenziale può arrivare al massimo a 2.730,17 euro lordi.
L’importo mensile dell’assegno spettante ai lavoratori che svolgono attività socialmente utili, a carico del Fondo sociale occupazione e formazione, è pari, dal 1° gennaio 2026, a 707,19 euro.
































