Pensioni, l’incubo esodati è tornato? I dettagli

L’allarme della Cgil è netto: circa 55mila lavoratori rischiano di scivolare in un limbo senza reddito né pensione.

Si tratta di persone che hanno aderito a piani di uscita anticipata (come isopensione, contratti di espansione e fondi di solidarietà) basandosi su regole che ora stanno cambiando.

Senza un intervento immediato, come precisa leggo, migliaia di persone si ritroveranno prive di assegno e di copertura contributiva proprio a un passo dal traguardo.

Il meccanismo che sposta l’asticella della pensione si sta velocizzando drasticamente.

Secondo i nuovi calcoli, l’accesso alla vecchiaia aumenterà di un mese nel 2027, di altri due mesi nel 2028 e di ulteriori tre mesi dal 2029, portando l’età pensionabile a 67 anni e sei mesi.

È un inseguimento continuo: i lavoratori che pensavano di aver già pianificato il proprio ritiro vedono il requisito allontanarsi proprio mentre stanno per raggiungerlo.

Il sindacato punta il dito contro il cambio di rotta del Governo.

Gli accordi di uscita sottoscritti fino al 31 dicembre 2025 erano stati costruiti su un quadro normativo che non prevedeva scatti per il biennio 2027-2028.

La segretaria confederale Lara Ghiglione ricorda che l’Esecutivo aveva promesso di bloccare gli adeguamenti automatici legati alla speranza di vita, ma i nuovi decreti hanno smentito quelle rassicurazioni, rendendo carta straccia migliaia di patti aziendali.

Il rischio concreto è la creazione di una nuova platea di esodati, costretti a mesi di “vuoto” totale.

Nel dettaglio, le scoperture saranno di un mese nel 2027, due mesi nel 2028 e fino a quattro mesi nel 2029.

In questo periodo, i lavoratori coinvolti — oltre 23.000 in isopensione e 28.000 dai fondi bilaterali — rimarranno senza alcuna tutela: niente stipendio, niente indennità di accompagnamento e nessuna contribuzione versata.

Per fermare questa deriva, le opposizioni hanno presentato una mozione unitaria che impegna il Governo a bloccare l’innalzamento dell’età pensionabile.

La richiesta è di rivedere il sistema degli automatismi Istat basati sulla speranza di vita a 65 anni.

L’obiettivo è proteggere chi ha già lasciato il lavoro e impedire che il diritto alla pensione diventi un obiettivo mobile, impossibile da agganciare per chi ha già dato fondo ai propri risparmi o ha accettato incentivi all’esodo.