Il cuore della rete di supporto femminista e antiviolenza pronto a a far sentire la propria voce.
Ecco quanto si apprende in un comunicato stampa:
“Martedì 27 gennaio, ore 14.15 saremo davanti al Senato, mentre in Commissione giustizia si discute la riformulazione del ddl sulla violenza sessuale.
Il consenso nella legge è un punto politico e di civiltà a cui non rinunceremo.
Chiedere a chi subisce violenza di dover dimostrare il proprio dissenso significa spostare ancora una volta sulle nostre spalle la responsabilità dello stupro e cancellare anni di battaglie femministe e transfemministe.
Questa riformulazione tutela i potenziali autori di violenza e rafforza il loro potere sui nostri corpi.
Ci viene detto che la legge sul consenso creerebbe problemi di interpretazione e aumenterebbe il rischio di denunce false: è la solita narrazione maschilista e patriarcale che nega la violenza strutturale e blocca anche l’educazione affettiva nelle scuole, l’unico vero strumento per cambiare le relazioni.
Il testo approvato all’unanimità alla Camera è in linea con altri paesi europei e va difeso senza arretramenti.
Pretendiamo che le decisioni sulla pelle di chi subisce violenza vengano prese ascoltando chi ogni giorno combatte la violenza nei centri antiviolenza e nei percorsi di autodeterminazione.
Il patriarcato non deve avere il potere di offuscare la realtà, non può calpestare i nostri diritti.
Questa è una chiamata per una mobilitazione: la legge sul consenso è un banco di prova per la piena affermazione della libertà di tutte e tutti.
Non consentiremo a nessuno di mitigare la condanna dello stupro, mobilitiamoci per ribadire con forza che non c’è nessuna mediazione sulla nostra libertà.
Martedì 27 gennaio ore 14,15 conferenza stampa delle organizzazioni femministe e transfemministe antiviolenza davanti al Senato, in concomitanza con la discussione in commissione giustizia”.

































