“Per la strategicità dell’opera, le strutture tecniche del Ministero sono in stretto contatto con la Regione Basilicata e gli altri attori per accelerare le procedure necessarie alla realizzazione”.
Lo ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Antonio Iannone, rispondendo in Commissione Ambiente, Territorio, Infrastrutture e Lavori Pubblici all’interrogazione del deputato di Fratelli d’Italia, Aldo Mattia, in merito agli interventi di completamento e messa in sicurezza della diga del Rendina, in territorio di Lavello (Potenza), per i quali il Governo ha stanziato quasi 114 milioni di euro.
Il sottosegretario ha spiegato:
“Il Consorzio di Bonifica della Basilicata ha trasmesso, nel dicembre 2024, la revisione del PFTE, elaborata sulla base delle precisazioni tecniche formulate dal MIT e del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
L’istruttoria di competenza Mit si è potuta concludere una volta acquisito a marzo 2025, da parte della Regione, il parere ideologico sulla portata di piena con la quale dimensionare il nuovo scarico di superficie; acquisito tale parere, sempre a marzo 2025, le strutture competenti del MIT hanno espresso parere tecnico vincolante favorevole sul PFTE, con una serie di prescrizioni da recepire nei successivi livelli di progettazione.
Allo stato attuale risulta che l’iter progettuale per il ripristino della diga prosegue con la predisposizione degli elaborati relativi ai successivi livelli di progettazione.
L’iter autorizzativo è stato nel frattempo avviato dal Consorzio:
- il MASE si è pronunciato con il provvedimento relativo al procedimento di assoggettabilità alla VIA, escludendo il progetto dal procedimento di VIA;
- la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS ha impartito condizioni ambientali da ottemperare e sottoporre a verifica di ottemperanza sia nella fase progettuale che in quella successiva dei lavori.
Si conferma che sono in corso le ulteriori indagini geotecniche e le prove su modello fisico idraulico presso il laboratorio universitario di Bari e le modellazioni geotecniche 3D affidate al Politecnico di Milano richieste nel corso dell’iter tecnico del progetto.
Per quanto riguarda la modellazione geotecnica 3D è stata valutata necessaria per verificare l’efficacia dell’intervento di recupero, considerati i dissesti pregressi della struttura di sbarramento e la complessità dell’interazione terreno-struttura dell’impianto; tale adempimento è richiesto nei casi di maggiore complessità tecnica, e ciò anche in adempimento delle disposizioni normative vigenti, e non rappresenta quindi un ostacolo burocratico”.
Mattia si è detto soddisfatto, assicurando che:
“rimarrà alta l’attenzione sull’avvio dei lavori che faranno raggiungere alla diga un volume di invaso pari a 20 milioni di metri cubi d’acqua divenendo, finalmente, un’infrastruttura strategica per il rilancio del comparto agricolo e l’approvvigionamento idrico dell’area del Lavellese e del Vulture-Melfese”.

































