“OLTRE 4000 LUCANI ASPETTANO IL REDDITO MINIMO D’INSERIMENTO MA PARTE DEI FONDI SAREBBERO STATI USATI IN MODO DISTORTO”

Il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, interviene sul presunto uso distorto dei fondi Copes emerso nei giorni scorsi durante una conferenza stampa della Guardia di Finanza.

L’obiettivo del programma Copes era quello di alleviare le difficoltà socio-economiche di nuclei familiari profondamente disagiati, prevedendo una misura passiva di erogazione del contributo e due distinte misure attive, legate all’inclusione lavorativa ed alla coesione sociale della platea dei beneficiari.

Falotico ha commentato:

“Sono 138, lo ricordiamo, le persone segnalate dalle Fiamme Gialle alla Corte dei Conti tra amministratori e dirigenti di 82 Comuni sui 97 interessati dagli accertamenti, per un danno erariale complessivo di 17 milioni di euro.

Rispettiamo, sosteniamo e attendiamo l’esito degli accertamenti ma per evitare di fare di tutta l’erba un fascio e per difendere il sacrosanto diritto ad un dignitoso sostegno economico dei meno abbienti che versano in reali condizioni di disagio economico, sosteniamo che sarebbe opportuno da parte della Regione Basilicata avviare una propria indagine politica conoscitiva del fenomeno al fine di prevenire e intervenire senza aspettare i tempi notoriamente lunghi della giustizia.

È opportuno in tal senso chiarire che stiamo parlando di soggetti fragili che nella generalità dei casi risulterebbe parte lesa di eventuali traffici o della gestione irregolare dei fondi Copes.

Ricordiamo che su una platea di complessive 12 mila richieste nella prima fase di attuazione del reddito minimo d’inserimento si dovrebbe dare risposta a circa 4.000 persone, dei quali circa 700 rivenienti dalla platea ex Copes”.