A BARILE CANTINANDO INIZIA CON UNO DEGLI EVENTI PIÙ IMPORTANTI DEL PROGRAMMA: IL PREMIO LETTERARIO “PASOLINI”

L’edizione numero 10 di Cantinando Wine and Art 2016 a Barile parte con un evento speciale, il Premio letterario Le Cantine di Pasolini, che verrà presentato questa mattina alle 10,30 a Palazzo Frusci, un appuntamento che costituisce per molti versi la sintesi del lavoro, ormai decennale, dell’Associazione Culturale Sisma sul territorio del Vulture, in Basilicata e nel mondo, grazie alle sue reti intessute con pazienza e caparbietà.

La duplice aspirazione ad un’azione locale e globale si armonizza in un’unica voce, quella che da sempre traduce l’impegno sul territorio in un simbolo che ogni anno diviene occasione di rinnovamento e scoperta: Pier Paolo Pasolini.

“Le ‘sue’ Cantine – riferisce Maurizio Caccavo, presidente di questo importante premio letterario – quelle in cui il grande intellettuale ha trovato la Betlemme per il Vangelo secondo Matteo, nel 1964, sono le stesse che ancora intatte, adagiate su una dolce e millenaria distesa di roccia vulcanica ci ricordano il passaggio non solo un regista, uno scrittore, un poeta, ma anche un vero e proprio ‘maestro del pensiero’ con pochi pari nel mondo, lettore lucido e implacabile della nostra realtà multiforme, spesso densa di contrasti e aberrazioni.

L’ottica critica e militante dell’Associazione Culturale Sisma trova quest’anno una particolare ricorrenza nel suo decimo compleanno, il quale sarà occasione di un’edizione speciale del Premio Letterario: verranno infatti insigniti di un riconoscimento speciale testi in cui si rintraccia l’idea dell’impegno, variamente declinata, e quest’anno più specificamente incentrata sulla memoria, in senso proprio e simbolico.

«Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero» (Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, 1975).

Dalle pagine corsare di Pier Paolo Pasolini giunge un monito che oggi, specialmente, risulta fondamentale, per un presente complesso che ogni giorno ci chiama all’esercizio della memoria e della riflessione sulle radici e dunque allo sforzo del pensiero critico”.